Letture cattoliche del 20 marzo 2026: Vangelo e meditazione
Le letture della Messa del 20 marzo 2026 raccolgono Scrittura, Vangelo e meditazione in un percorso di ascolto. Leggi con calma e lascia che il Vangelo orienti le scelte e la preghiera.
Celebrazione liturgica: Venerdì della IV settimana di Quaresima
Riferimento del Vangelo: 14.25-30
Colore liturgico: Viola
Questo spazio aiuta a seguire le letture bibliche cattoliche, approfondire la liturgia e vivere il Vangelo nel quotidiano.
«Nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora»
Vangelo
In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo. Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato». Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.
Prima lettura
Dicono [gli empi] fra loro sragionando: «Tendiamo insidie al giusto, che per noi è d’incomodo
e si oppone alle nostre azioni; ci rimprovera le colpe contro la legge e ci rinfaccia le trasgressioni contro l’educazione ricevuta. Proclama di possedere la conoscenza di Dio e chiama se stesso figlio del Signore. È diventato per noi una condanna dei nostri pensieri; ci è insopportabile solo al vederlo, perché la sua vita non è come quella degli altri, e del tutto diverse sono le sue strade. Siamo stati considerati da lui moneta falsa, e si tiene lontano dalle nostre vie come da cose impure. Proclama beata la sorte finale dei giusti e si vanta di avere Dio per padre. Vediamo se le sue parole sono vere, consideriamo ciò che gli accadrà alla fine. Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto e lo libererà dalle mani dei suoi avversari. Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti, per conoscere la sua mitezza e saggiare il suo spirito di sopportazione. Condanniamolo a una morte infamante, perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà». Hanno pensato così, ma si sono sbagliati; la loro malizia li ha accecati. Non conoscono i misteriosi segreti di Dio, non sperano ricompensa per la rettitudine né credono a un premio per una vita irreprensibile.
📜 Salmo responsoriale
R/. Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato.
Il volto del Signore contro i malfattori, per eliminarne dalla terra il ricordo. Gridano i giusti e il Signore li ascolta, li libera da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato, egli salva gli spiriti affranti. Molti sono i mali del giusto, ma da tutti lo libera il Signore.
Custodisce tutte le sue ossa: neppure uno sarà spezzato. Il Signore riscatta la vita dei suoi servi; non sarà condannato chi in lui si rifugia.
Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Riflessione
«Spesso, cercare Gesù è una buona cosa perché è la stessa cosa che cercare la Parola, la verità e la saggezza. Finché conserviamo il seme della verità depositato nella nostra anima e i comandamenti, la Parola non si allontanerà da noi» (Origini)
«La libertà non è poter fare sempre quello che si vuole: questo ci rende chiusi, distanti e ci impedisce di essere amici aperti e sinceri. La libertà è il dono di poter scegliere il bene: questa è la libertà» (Francesco)
«Come i profeti prima di lui, Gesù professò il più profondo rispetto per il Tempio di Gerusalemme. Fu presentato lì da Giuseppe e Maria quaranta giorni dopo la sua nascita. All'età di dodici anni, scelse di rimanere nel Tempio per ricordare ai suoi genitori che doveva occuparsi degli affari di suo Padre. Durante la sua vita nascosta, vi saliva ogni anno almeno in occasione della Pasqua; il suo ministero pubblico era caratterizzato dai suoi pellegrinaggi a Gerusalemme in occasione delle grandi feste ebraiche» (Catechismo della Chiesa Cattolica, nº 583)
Preghiere quotidiane
Incontri di preghiera e devozioni quotidiane