Riflessione sul Vangelo del 7 novembre 2026
Sabato, XXXI settimana del Tempo Ordinario
Versetto del giorno «Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti»
Versetto del giorno
«Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti»
Vangelo
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole».
Riflessione
Gesù insegna che chi è fedele nel poco è fedele anche nel molto. La santità non cresce soltanto in eventi straordinari, ma dentro la normalità delle giornate: lavoro, famiglia, pratiche di pietà, incontri consueti, piccoli doveri ripetuti. Proprio lì il cuore viene educato. Dio ci vuole santi e conosce ciò che gli altri non vedono: intenzioni, pensieri, fedeltà nascoste, incoerenze custodite in silenzio. Per questo il piccolo non è insignificante davanti a Lui.
Fare bene ogni cosa, con retta intenzione e per amore del Padre, prepara a ricevere il vero bene. Come un grande edificio si alza mattone dopo mattone, così una vita cristiana si costruisce con scelte umili e perseveranti. Un esame di coscienza serale può aiutarci a ritrovare purezza di intenzioni, a correggere ciò che si è inclinato verso l’egoismo e a rendere grazie per il bene compiuto. La fedeltà quotidiana libera dalla fantasia di una santità rimandata a circostanze migliori. Essa rende preziose le ore comuni, vissute per piacere a Dio.
Gesù aggiunge che nessun servo può servire due padroni. Il denaro e i beni non sono realtà neutre quando diventano fine ultimo o misura della dignità delle persone. Il profitto elevato a regola esclusiva asservisce l’uomo e conduce all’idolatria. Solo Dio è Dio: questa verità restituisce ordine al cuore e alle opere. Chiediamo di usare i beni senza esserne posseduti, di servire il Signore nelle cose piccole e di vivere ogni giornata sotto il suo sguardo, con libertà e amore, sapendo che il Padre vede tutto.
Gesù insegna che chi è fedele nel poco è fedele anche nel molto. La santità non cresce soltanto in eventi straordinari, ma dentro la normalità delle giornate: lavoro, famiglia, pratiche di pietà, incontri consueti, piccoli doveri ripetuti. Proprio lì il cuore viene educato. Dio ci vuole santi e conosce ciò che gli altri non vedono: intenzioni, pensieri, fedeltà nascoste, incoerenze custodite in silenzio. Per questo il piccolo non è insignificante davanti a Lui.
Fare bene ogni cosa, con retta intenzione e per amore del Padre, prepara a ricevere il vero bene. Come un grande edificio si alza mattone dopo mattone, così una vita cristiana si costruisce con scelte umili e perseveranti. Un esame di coscienza serale può aiutarci a ritrovare purezza di intenzioni, a correggere ciò che si è inclinato verso l’egoismo e a rendere grazie per il bene compiuto. La fedeltà quotidiana libera dalla fantasia di una santità rimandata a circostanze migliori. Essa rende preziose le ore comuni, vissute per piacere a Dio.
Gesù aggiunge che nessun servo può servire due padroni. Il denaro e i beni non sono realtà neutre quando diventano fine ultimo o misura della dignità delle persone. Il profitto elevato a regola esclusiva asservisce l’uomo e conduce all’idolatria. Solo Dio è Dio: questa verità restituisce ordine al cuore e alle opere. Chiediamo di usare i beni senza esserne posseduti, di servire il Signore nelle cose piccole e di vivere ogni giornata sotto il suo sguardo, con libertà e amore, sapendo che il Padre vede tutto.
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«Presta attenzione alle piccole cose» (Santo Pietro Poveda)
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«Come ogni tecnica, il denaro non ha un valore neutro, ma acquista valore in base allo scopo e alle circostanze in cui viene utilizzato» (Francesco)
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«Una teoria che fa del profitto la regola esclusiva e il fine ultimo dell’attività economica è moralmente inaccettabile. Il desiderio smodato del denaro non manca di produrre i suoi effetti perversi. È una delle cause dei numerosi conflitti che turbano l’ordine sociale. Un sistema che sacrifica “i diritti fondamentali delle singole persone e dei gruppi all’organizzazione collettiva della produzione” è contrario alla dignità dell’uomo. Ogni pratica che riduce le persone a non essere altro che puri strumenti in funzione del profitto, asservisce l’uomo, conduce all’idolatria del denaro e contribuisce alla diffusione dell’ateismo. “Non potete servire a Dio e a mammona” (Mt 6,24; Lc 16,13)» (Catechismo della Chiesa Cattolica, nº 2.424)