Vangelo di Oggi – Letture, Commento e Riflessione
Vangelo di Oggi – La Parola di Dio per Ogni Giorno
Il Vangelo di Oggi è un invito quotidiano ad ascoltare la Parola di Dio e a vivere gli insegnamenti di Gesù Cristo. Attraverso il Vangelo del giorno, ogni fedele può trovare ispirazione, speranza e conforto per affrontare la vita con fede e amore.
Leggere il Vangelo di Oggi significa dedicare un momento alla preghiera e alla riflessione spirituale. Le parole di Gesù ci aiutano a comprendere meglio la volontà di Dio, a rafforzare la nostra fede e a crescere nella carità verso il prossimo.
Ogni giorno puoi approfondire il messaggio del Vangelo attraverso commenti, meditazioni e riflessioni ispirate alla tradizione della Chiesa cattolica. La lettura quotidiana della Sacra Scrittura ci accompagna nel cammino spirituale e ci invita a mettere in pratica il Vangelo nella vita di tutti i giorni.
Scopri il Vangelo di Oggi e lasciati guidare dalla luce della Parola di Dio.
«Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno»
Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno».
Prima lettura
Dal libro di Giobbe
Rispondendo Giobbe prese a dire:
«Oh, se le mie parole si scrivessero,
se si fissassero in un libro,
fossero impresse con stilo di ferro e con piombo,
per sempre s'incidessero sulla roccia!
Io so che il mio redentore è vivo
e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!
Dopo che questa mia pelle sarà strappata via,
senza la mia carne, vedrò Dio.
Io lo vedrò, io stesso,
i miei occhi lo contempleranno e non un altro».
📜 Salmo responsoriale
R/. Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.
Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore? Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura?
Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore e ammirare il suo santuario.
Ascolta, Signore, la mia voce. Io grido: abbi pietà di me, rispondimi! Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. Spera nel Signore, sii forte, si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.
Seconda lettura
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, la speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificàti nel suo sangue, saremo salvati dall'ira per mezzo di lui. Se infatti, quand'eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.
Alleluia, alleluia. Questa è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno, dice il Signore. Alleluia.
Riflessione
Nel giorno della commemorazione dei fedeli defunti la preghiera del buon ladrone diventa anche la nostra: Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno. Davanti alla morte, la fede cristiana non cancella il dolore umano, soprattutto quando perdiamo una persona cara. La memoria cerca di rendere presenti gli assenti, e questo gesto appartiene alla dignità dell'amore. Tuttavia il Vangelo ci conduce più in profondità: nella morte e risurrezione di Cristo troviamo una speranza che non dipende soltanto dalla forza dei nostri ricordi.
La Chiesa distingue la festa dei santi dalla preghiera per i defunti. I santi sono affidati alla nostra venerazione e alla nostra fiducia nella loro intercessione; i defunti, invece, sono accompagnati dalla supplica della Chiesa pellegrina. Pregare per loro è un atto di comunione, non un semplice sentimento privato. Nell'Eucaristia, davanti al mistero della morte e della vita, non restiamo isolati: siamo membra del Corpo di Cristo e portiamo al Padre coloro che dormono nel Signore. La nostra offerta può essere per loro sollievo e per noi scuola di carità.
La croce sospesa tra cielo e terra illumina questa comunione. In Cristo nulla dell'amore vero è perduto, e l'oblio che il tempo impone alle memorie umane non ha l'ultima parola. Credere nella risurrezione dona pace perché ci permette di sperare l'incontro definitivo con Dio e con chi abbiamo amato. Perciò oggi ricordiamo, offriamo, intercediamo. Anche la morte corporale, accolta nella luce pasquale, non è più dominio disperato, ma passaggio affidato alla misericordia del Signore, nella quale tutto il Corpo mistico resta misteriosamente unito.
Nel giorno della commemorazione dei fedeli defunti la preghiera del buon ladrone diventa anche la nostra: Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno. Davanti alla morte, la fede cristiana non cancella il dolore umano, soprattutto quando perdiamo una persona cara. La memoria cerca di rendere presenti gli assenti, e questo gesto appartiene alla dignità dell'amore. Tuttavia il Vangelo ci conduce più in profondità: nella morte e risurrezione di Cristo troviamo una speranza che non dipende soltanto dalla forza dei nostri ricordi.
La Chiesa distingue la festa dei santi dalla preghiera per i defunti. I santi sono affidati alla nostra venerazione e alla nostra fiducia nella loro intercessione; i defunti, invece, sono accompagnati dalla supplica della Chiesa pellegrina. Pregare per loro è un atto di comunione, non un semplice sentimento privato. Nell'Eucaristia, davanti al mistero della morte e della vita, non restiamo isolati: siamo membra del Corpo di Cristo e portiamo al Padre coloro che dormono nel Signore. La nostra offerta può essere per loro sollievo e per noi scuola di carità.
La croce sospesa tra cielo e terra illumina questa comunione. In Cristo nulla dell'amore vero è perduto, e l'oblio che il tempo impone alle memorie umane non ha l'ultima parola. Credere nella risurrezione dona pace perché ci permette di sperare l'incontro definitivo con Dio e con chi abbiamo amato. Perciò oggi ricordiamo, offriamo, intercediamo. Anche la morte corporale, accolta nella luce pasquale, non è più dominio disperato, ma passaggio affidato alla misericordia del Signore, nella quale tutto il Corpo mistico resta misteriosamente unito.
«Per quale motivo dovremmo dubitare che le nostre offerte per i defunti rechi loro un certo sollievo? Non dubitiamo, quindi, nell’assistere chi è già partito e nell’offrire le nostre preghiere per loro» (San Giovanni Crisostomo)
«Saremo finalmente rivestiti dalla gioia, dalla pace e dall’amore di Dio in modo completo, senza nessun limite, e ci troveremo faccia a faccia con Lui! È bello pensare così! Pensare al paradiso è bello. Infonde forza all’anima!» (Francesco)
«La comunione con i defunti. ‘La Chiesa di quelli che sono in cammino, riconoscendo benissimo questa comunione di tutto il corpo mistico di Gesù Cristo, fino dai primi tempi della religione cristiana ha coltivato con una grande pietà la memoria dei defunti e, poiché santo e salutare è il pensiero di pregare per i defunti perché siano assolti dai peccati. La nostra preghiera per loro può non solo aiutarli, ma anche rendere efficace la loro intercessione in nostro favore» (Catechismo della Chiesa Cattolica n. 958)
La risurrezione dai morti di Gesù, il Crocifisso, in questi giorni di inizio novembre illumina il destino di ognuno di noi. È Lui stesso ad avercelo detto: «Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno» (Gv 6,39). Così, è chiaro il centro delle preoccupazioni di Dio: che nessuno sia perso per sempre, che ciascuno abbia il suo posto e brilli nella sua unicità. (…)
Per questo i cristiani ricordano da sempre i defunti in ogni Eucaristia, e fino ad oggi chiedono che i loro cari siano menzionati nella preghiera eucaristica. Da quell’annuncio sorge la speranza che nessuno andrà perduto.
La visita al cimitero, in cui il silenzio interrompe la frenesia del fare, sia dunque per tutti noi un invito alla memoria e all’attesa. «Aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà», diciamo nel Credo. Commemoriamo, dunque, il futuro. Non siamo chiusi nel passato, nelle lacrime della nostalgia. Nemmeno siamo sigillati nel presente, come in un sepolcro. La voce familiare di Gesù ci raggiunga, e raggiunga tutti, perché è la sola che viene dal futuro. (Papa Leone XIV, Angelus, 2 novembre 2025)
Preghiere quotidiane
Incontri di preghiera e devozioni quotidiane