Letture cattoliche del 31 ottobre 2026: Vangelo e meditazione
Le letture della Messa del 31 ottobre 2026 raccolgono Scrittura, Vangelo e meditazione in un percorso di ascolto. Leggi con calma e lascia che il Vangelo orienti le scelte e la preghiera.
Celebrazione liturgica: Sabato, XXX settimana del Tempo Ordinario
Riferimento del Vangelo: 1.7-11
Colore liturgico: Verde
Questo spazio aiuta a seguire le letture bibliche cattoliche, approfondire la liturgia e vivere il Vangelo nel quotidiano.
«Notando come sceglievano i primi posti...»
Vangelo
Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: «Cédigli il posto!». Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: «Amico, vieni più avanti!». Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Prima lettura
Fratelli, purché in ogni maniera, per convenienza o per sincerità, Cristo venga annunciato, io me ne rallegro e continuerò a rallegrarmene. So infatti che questo servirà alla mia salvezza, grazie alla vostra preghiera e all’aiuto dello Spirito di Gesù Cristo, secondo la mia ardente attesa e la speranza che in nulla rimarrò deluso; anzi nella piena fiducia che, come sempre, anche ora Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia.
Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere. Sono stretto infatti fra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo. Persuaso di questo, so che rimarrò e continuerò a rimanere in mezzo a tutti voi per il progresso e la gioia della vostra fede, affinché il vostro vanto nei miei riguardi cresca sempre più in Cristo Gesù, con il mio ritorno fra voi.
📜 Salmo responsoriale
R/. L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente.
Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio.
L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?
Avanzavo tra la folla, la precedevo fino alla casa di Dio, fra canti di gioia e di lode di una moltitudine in festa.
Alleluia, alleluia. Prendete il mio giogo sopra di voi, dice il Signore, e imparate da me, che sono mite e umile di cuore. Alleluia.
Riflessione
Nel Vangelo i farisei osservano Gesù, ma anche Gesù osserva loro. La differenza sta nel cuore: essi guardano per accusare, mentre il Signore guarda per aiutare e guarire. Notando come gli invitati scelgono i primi posti, Gesù racconta una parabola che non è semplice lezione di galateo. Rivela la logica del Regno, dove chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato. La ricerca dell'onore diventa facilmente una prigione sottile, perché spinge a misurarsi continuamente con gli altri.
Gesù può insegnare l'umiltà perché la vive. Non cerca il proprio onore, ma quello del Padre; non trattiene la sua grandezza, ma si fa servo. Le parole della Lettera ai Filippesi illuminano tutto il Vangelo: il Figlio svuota se stesso, assume la condizione di servo, e per questo il Padre lo esalta. L'umiltà cristiana non è disprezzo di sé né timidezza, ma libertà dall'egoismo. Chi sa di essere amato da Dio non ha bisogno di occupare il primo posto per esistere davanti agli uomini e alle loro attese.
Santa Faustina descrive l'anima umile come un incenso gradito che sale fino a Dio, e Benedetto XVI ricorda che Cristo ha preso l'ultimo posto, la croce, per redimerci. Chiediamo lo Spirito d'amore, perché solo Lui può rendere il nostro cuore simile a quello del Maestro. Anche la preghiera contemplativa, dono di alleanza nella profondità dell'essere, ci educa a lasciarci possedere da Dio. Allora potremo servire senza cercare applausi, amare senza calcoli e scegliere l'ultimo posto con pace, davanti a Lui solo oggi.
Nel Vangelo i farisei osservano Gesù, ma anche Gesù osserva loro. La differenza sta nel cuore: essi guardano per accusare, mentre il Signore guarda per aiutare e guarire. Notando come gli invitati scelgono i primi posti, Gesù racconta una parabola che non è semplice lezione di galateo. Rivela la logica del Regno, dove chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato. La ricerca dell'onore diventa facilmente una prigione sottile, perché spinge a misurarsi continuamente con gli altri.
Gesù può insegnare l'umiltà perché la vive. Non cerca il proprio onore, ma quello del Padre; non trattiene la sua grandezza, ma si fa servo. Le parole della Lettera ai Filippesi illuminano tutto il Vangelo: il Figlio svuota se stesso, assume la condizione di servo, e per questo il Padre lo esalta. L'umiltà cristiana non è disprezzo di sé né timidezza, ma libertà dall'egoismo. Chi sa di essere amato da Dio non ha bisogno di occupare il primo posto per esistere davanti agli uomini e alle loro attese.
Santa Faustina descrive l'anima umile come un incenso gradito che sale fino a Dio, e Benedetto XVI ricorda che Cristo ha preso l'ultimo posto, la croce, per redimerci. Chiediamo lo Spirito d'amore, perché solo Lui può rendere il nostro cuore simile a quello del Maestro. Anche la preghiera contemplativa, dono di alleanza nella profondità dell'essere, ci educa a lasciarci possedere da Dio. Allora potremo servire senza cercare applausi, amare senza calcoli e scegliere l'ultimo posto con pace, davanti a Lui solo oggi.
«Oh, com’è bella l’anima umile: dal suo cuore, come fosse un incensiere, sale un profumo piacevolissimo e, attraverso le nuvole, giunge a Dio stesso» (Santa Faustina Kowalska)
«Cristo stesso prese l’ultimo posto nel mondo — la croce — e proprio con questa radicale umiltà ci ha redenti e ci aiuta costantemente» (Benedetto XVI)
«La preghiera contemplativa è la più semplice espressione del mistero della preghiera. La preghiera contemplativa è un dono, una grazia; La preghiera contemplativa è un rapporto di alleanza, concluso da Dio nella profondità del nostro essere (…)» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n.2713)
Preghiere quotidiane
Incontri di preghiera e devozioni quotidiane