Vangelo di Oggi Lunedi, 2/11/2026
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Letture cattoliche del 3 luglio 2026: Vangelo e meditazione

Le letture della Messa del 3 luglio 2026 raccolgono Scrittura, Vangelo e meditazione in un percorso di ascolto. Leggi con calma e lascia che il Vangelo orienti le scelte e la preghiera.

Celebrazione liturgica: 3 luglio: San Tommaso, apostolo

Riferimento del Vangelo: 20,24-29

Colore liturgico: Rosso

Questo spazio aiuta a seguire le letture bibliche cattoliche, approfondire la liturgia e vivere il Vangelo nel quotidiano.

Venerdi Ordinary Time
3
Luglio 2026
Colore liturgico rosso
3 luglio: San Tommaso, apostolo
Festa
❝ Alleluia, alleluia. Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto! Alleluia.
Prima lettura Vangelo Alleluia
📖
Tempo Ordinario 3 luglio: San Tommaso, apostolo
🔴 Paramenti rossi
100%
Versetto del Vangelo di oggi
«Mio Signore e mio Dio!»

Vangelo

Gv 20,24-29

Dal Vangelo secondo Giovanni
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Prima lettura

Ef 2,19-22

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d'angolo lo stesso Cristo Gesù.

In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.

📜 Salmo responsoriale

R/. Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.

Genti tutte, lodate il Signore, popoli tutti, cantate la sua lode.

Perché forte è il suo amore per noi e la fedeltà del Signore dura per sempre.

Gv 20,29

Alleluia, alleluia. Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto! Alleluia.

Riflessione

Nella festa di san Tommaso contempliamo un apostolo che non riesce ad accogliere subito la testimonianza degli altri. La sua richiesta nasce da una ferita di incredulità: vuole vedere e toccare i segni della passione. Gesù non lo abbandona in questa chiusura. Otto giorni dopo viene incontro a lui, mostra le mani e il costato, e lo invita a passare dall'incredulità alla fede. La bontà del Risorto non umilia Tommaso, ma lo raggiunge proprio nel punto della sua resistenza.

La risposta dell'apostolo è una delle confessioni più limpide del Vangelo: riconosce in Gesù il suo Signore e il suo Dio. Le piaghe non lo scandalizzano più; diventano il luogo in cui egli comprende chi ha davanti. Il Crocifisso è vivo, e la fede degli apostoli nasce dall'incontro reale con Lui, non da un desiderio o da una semplice emozione. Ciò che Tommaso vede e tocca lo conduce oltre il visibile, fino alla confessione della divinità di Cristo.

Gesù proclama beati quelli che crederanno senza aver visto. Questa beatitudine riguarda anche noi. Non abbiamo toccato con mano il costato del Signore, ma riceviamo la testimonianza della Chiesa e siamo chiamati ad aderire a Cristo nel cammino quotidiano. I dubbi non devono diventare una casa in cui restare; possono diventare una soglia da attraversare, se li portiamo davanti a Gesù. Come Tommaso, possiamo chiedere che il Signore allontani ciò che ci separa da Lui e ci conceda di appartenergli con cuore indiviso. La fede matura non ignora la fatica, ma continua a camminare verso il Risorto.


  • «Tommaso "vedeva e toccava l'uomo, ma confessava la sua fede in Dio, che non vedeva né toccava. Ma quanto vedeva e toccava lo induceva a credere in ciò di cui sino ad allora aveva dubitato"» (Sant'Agostino)

  • «Il caso dell'apostolo Tommaso è importante per noi per almeno tre motivi: primo, perché ci conforta nelle nostre insicurezze; secondo, perché ci dimostra che ogni dubbio può approdare a un esito luminoso oltre ogni incertezza; e, infine, perché le parole rivolte a lui da Gesù ci ricordano il vero senso della fede matura e ci incoraggiano a proseguire, nonostante la difficoltà, sul nostro cammino di adesione a Lui» (enedetto XVI)

  • «L'ipotesi secondo cui la risurrezione sarebbe stata un « prodotto » della fede (o della credulità) degli Apostoli non ha fondamento. Al contrario, la loro fede nella risurrezione è nata – sotto l'azione della grazia divina – dall'esperienza diretta della realtà di Gesù risorto» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 644)


"Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò!" (Gv 20, 25). In fondo, da queste parole emerge la convinzione che Gesù sia ormai riconoscibile non tanto dal viso quanto dalle piaghe. Tommaso ritiene che segni qualificanti dell'identità di Gesù siano ora soprattutto le piaghe, nelle quali si rivela fino a che punto Egli ci ha amati. In questo l'Apostolo non si sbaglia. (…) Otto giorni dopo Gesù ricompare in mezzo ai suoi discepoli, e questa volta Tommaso è presente. E Gesù lo interpella: "Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la mano e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo, ma credente" (Gv 20, 27). Tommaso reagisce con la più splendida professione di fede di tutto il Nuovo Testamento: "Mio Signore e mio Dio!" (Gv 20, 28). A questo proposito commenta Sant'Agostino: Tommaso "vedeva e toccava l'uomo, ma confessava la sua fede in Dio, che non vedeva né toccava. Ma quanto vedeva e toccava lo induceva a credere in ciò di cui sino ad allora aveva dubitato" (In Iohann. 121, 5). L'evangelista prosegue con un'ultima parola di Gesù a Tommaso: "Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno" (Gv 20, 29). Questa frase si può anche mettere al presente: "Beati quelli che non vedono eppure credono". In ogni caso, qui Gesù enuncia un principio fondamentale per i cristiani che verranno dopo Tommaso, quindi per tutti noi. (Benedetto XVI - Udienza generale, 27 settembre 2006)

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