Vangelo di Oggi Lunedi, 2/11/2026
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Letture cattoliche del 4 luglio 2026: Vangelo e meditazione

Le letture della Messa del 4 luglio 2026 raccolgono Scrittura, Vangelo e meditazione in un percorso di ascolto. Leggi con calma e lascia che il Vangelo orienti le scelte e la preghiera.

Celebrazione liturgica: Sabato, XIII settimana del Tempo Ordinario

Riferimento del Vangelo: 9,14-17

Colore liturgico: Verde

Questo spazio aiuta a seguire le letture bibliche cattoliche, approfondire la liturgia e vivere il Vangelo nel quotidiano.

Sabato Ordinary Time
4
Luglio 2026
Colore liturgico verde
Sabato, XIII settimana del Tempo Ordinario
Feria
❝ Alleluia, alleluia. Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore, e io le conosco ed esse mi seguono. Alleluia.
Prima lettura Vangelo Alleluia
📖
Tempo Ordinario Sabato, XIII settimana del Tempo Ordinario
🟢 Paramenti verdi
100%
Versetto del Vangelo di oggi
«Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno»

Vangelo

Mt 9,14-17

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».

E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno.

Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l'uno e gli altri si conservano».

Prima lettura

Am 9,11-15

Dal libro del profeta Amos
Così dice il Signore:
«In quel giorno rialzerò la capanna di Davide,
che è cadente;
ne riparerò le brecce, ne rialzerò le rovine,
la ricostruirò come ai tempi antichi,
perché conquistino il resto di Edom
e tutte le nazioni
sulle quali è stato invocato il mio nome.

Oracolo del Signore, che farà tutto questo.

Ecco, verranno giorni
- oracolo del Signore -
in cui chi ara s'incontrerà con chi miete
e chi pigia l'uva con chi getta il seme;
i monti stilleranno il vino nuovo
e le colline si scioglieranno.

Muterò le sorti del mio popolo Israele,
ricostruiranno le città devastate
e vi abiteranno,
pianteranno vigne e ne berranno il vino,
coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto.

Li pianterò nella loro terra
e non saranno mai divelti da quel suolo
che io ho dato loro».

📜 Salmo responsoriale

R/. Il Signore annuncia la pace per il suo popolo.

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: egli annuncia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli, per chi ritorna a lui con fiducia.

Amore e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno. Verità germoglierà dalla terra e giustizia si affaccerà dal cielo.

Certo, il Signore donerà il suo bene e la nostra terra darà il suo frutto; giustizia camminerà davanti a lui: i suoi passi tracceranno il cammino.

Gv 10,27

Alleluia, alleluia. Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore, e io le conosco ed esse mi seguono. Alleluia.

Riflessione

La domanda sul digiuno nasce dall'incontro tra le pratiche religiose conosciute e la novità portata da Gesù. I discepoli di Giovanni non comprendono perché attorno al Maestro vi sia un clima diverso. Gesù risponde con l'immagine dello sposo: finché Egli è presente, il tempo è segnato dalla gioia. La misericordia di Dio non è lontana, ma cammina in mezzo agli uomini nel Verbo incarnato. Davanti a questa presenza non si può vivere come se nulla fosse cambiato.

Il digiuno resta però una via preziosa. La sorgente del suo senso non è la tristezza sterile, ma il desiderio di Cristo. Quando lo sposo sarà tolto, i discepoli digiuneranno: non per abitudine vuota, ma perché il cuore attende, cerca, si purifica. Il digiuno educa la libertà, aiuta a dominare gli istinti, apre alla misericordia e rende più vero il nostro amore. È giusto piangere l'assenza quando il desiderio di vedere il Signore brucia dentro.

Gesù parla anche di vino nuovo e otri nuovi. La sua presenza chiede un rinnovamento reale, non una piccola correzione esterna. Ci sono routine, rigidità e attaccamenti che non possono contenere lo spirito del Vangelo. Per questo ogni giorno siamo chiamati a lasciare ciò che ostacola l'identificazione con Cristo. La gioia cristiana e la penitenza non si escludono: entrambe nascono dall'amore. Con Maria possiamo chiedere la grazia di vivere da figli amati, capaci di attendere il Signore e di lasciarci rinnovare dalla sua novità. La Chiesa stessa è chiamata a non trattenere strutture caduche, ma a respirare con il Vangelo.


  • «Il digiuno è il timone della vita umana e regge l'intera nave del nostro corpo» (San Pietro Crisologo)

  • «A vini nuovi, otri nuovi. E per questa ragione, la Chiesa ci chiede, a tutti noi, alcuni cambiamenti, ci chiede di lasciare le strutture caduche: non servono! E prendere otri nuovi, quelli del Vangelo» (Francesco)

  • «I laici compiono la loro missione profetica anche mediante l'evangelizzazione, cioè “con l'annuncio di Cristo fatto con la testimonianza della vita e con la parola". Questa azione evangelizzatrice ad opera dei laici “acquista una certa nota specifica e una particolare efficacia dal fatto che viene compiuta nelle comuni condizione del secolo" (Concilio Vaticano II)» (Catechismo della Chiesa Cattolica, nº 905)


Il cristiano è fondamentalmente gioioso. E per questo alla fine del Vangelo, quando portano il vino, quando parla del vino, mi fa pensare alle nozze di Cana: e per questo Gesù ha fatto quel miracolo; per questo la Madonna, quando si è accorta che non c’era più vino, ma se non c’è vino non c’è festa… Immaginiamo finire quelle nozze, bevendo il tè o il succo: non va… è festa e la Madonna chiede il miracolo. E così è la vita cristiana. La vita cristiana ha questo atteggiamento gioioso, gioioso di cuore. […] Il secondo atteggiamento cristiano: riconoscere Gesù come il tutto, il centro, la totalità. Ma sempre avremo la tentazione di buttare questa novità del Vangelo, questo vino nuovo in atteggiamenti vecchi… E’ il peccato, tutti siamo peccatori. Ma riconoscerlo: ‘Questo è un peccato’. Non dire questo va con questo. No! Gli otri vecchi non possono portare il vino nuovo. E’ la novità del Vangelo. Gesù è lo sposo, lo sposo che sposa la Chiesa, lo sposo che ama la Chiesa, che dà la sua vita per la Chiesa. E Gesù fa questa festa di nozze! Gesù ci chiede a noi la gioia della festa, la gioia di essere cristiani. E ci chiede pure la totalità: è tutto Lui. E se noi abbiamo qualcosa che non è di Lui, pentirsi, chiedere perdono e andare avanti. Che il Signore ci dia, a tutti noi, la grazia di avere sempre questa gioia, come se andassimo a nozze. E anche avere questa fedeltà che è l’unico sposo è il Signore (Francesco - Omelia Santa Marta, 6 settembre 2013)

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Gesù, concedi perseveranza a coloro che attendono i risultati degli esami, il trattamento o una guarigione a lungo desiderata.
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Preghiera724
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Padre, tienici fedeli nei piccoli compiti e fiduciosi nelle responsabilità che ci sono affidate.

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