Vangelo di Oggi Lunedi, 2/11/2026
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Letture cattoliche del 12 novembre 2026: Vangelo e meditazione

Le letture della Messa del 12 novembre 2026 raccolgono Scrittura, Vangelo e meditazione in un percorso di ascolto. Leggi con calma e lascia che il Vangelo orienti le scelte e la preghiera.

Celebrazione liturgica: Giovedì, XXXII settimana del Tempo Ordinario

Riferimento del Vangelo: 17,20-25

Colore liturgico: Verde

Questo spazio aiuta a seguire le letture bibliche cattoliche, approfondire la liturgia e vivere il Vangelo nel quotidiano.

Giovedi Ordinary Time
12
Novembre 2026
Colore liturgico verde
Giovedì, XXXII settimana del Tempo Ordinario
Memoria
❝ Alleluia, alleluia. Io sono la vite, voi i tralci, dice il Signore;chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto. Alleluia.
Prima lettura Vangelo Alleluia
📖
Tempo Ordinario Giovedì, XXXII settimana del Tempo Ordinario
🟢 Paramenti verdi
100%
Versetto del Vangelo di oggi
«Il regno di Dio è in mezzo a voi!»

Vangelo

Lc 17,20-25

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».

Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete.

Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».

Prima lettura

Flm 7-20

Dalla lettera di san Paolo apostolo a Filèmone
Fratello, la tua carità è stata per me motivo di grande gioia e consolazione, perché per opera tua i santi sono stati profondamente confortati.

Per questo, pur avendo in Cristo piena libertà di ordinarti ciò che è opportuno, in nome della carità piuttosto ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesù. Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene, lui, che un giorno ti fu inutile, ma che ora è utile a te e a me. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore.

Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario. Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore.Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso. E se in qualche cosa ti ha offeso o ti è debitore, metti tutto sul mio conto. Io, Paolo, lo scrivo di mio pugno: pagherò io. Per non dirti che anche tu mi sei debitore, e proprio di te stesso! Sì, fratello! Che io possa ottenere questo favore nel Signore; da’ questo sollievo al mio cuore, in Cristo!

📜 Salmo responsoriale

R/. Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe.

Il Signore rende giustizia agli oppressi, dà il pane agli affamati. Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, il Signore ama i giusti, il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova, ma sconvolge le vie dei malvagi. Il Signore regna per sempre, il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

Gv 15,5

Alleluia, alleluia. Io sono la vite, voi i tralci, dice il Signore;chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto. Alleluia.

Riflessione

Alla domanda dei farisei su quando verrà il Regno di Dio, Gesù risponde spostando lo sguardo dalla curiosità al discernimento. Il giorno definitivo rimane imprevedibile, come la folgore che illumina il cielo all’improvviso. Non ci è dato possedere il calendario dell’ultima venuta, né trasformare il mistero in calcolo. La seconda venuta resta nel mistero, colma di luce e di gloria, ma non disponibile alla nostra paura. Ci è dato invece accogliere una certezza più vicina: «Il regno di Dio è in mezzo a voi».

Questa parola non diminuisce l’attesa della venuta finale di Cristo, ma la rende già decisiva nel presente. Il Regno va cercato nel cuore, là dove Gesù desidera essere accolto come amico e ospite. Se vogliamo incontrarlo un giorno come giudice misericordioso, occorre lasciarlo entrare ora nella nostra vita, nelle scelte, nella preghiera, nella croce quotidiana. Anche la sofferenza ordinaria, il lavoro, la famiglia e il compimento fedele del bene possono appartenere al Regno, quando sono vissuti con Cristo e offerti a Dio. L’ultimo giorno, in qualche modo, comincia già nelle decisioni interiori di oggi, dove risuona la sentenza del cuore.

San Bernardo parlava di una venuta intermedia del Signore, che avviene oggi nell’anima. La prima venuta nell’Incarnazione e l’ultima nella gloria diventano così esperienza personale, se il cuore si apre alla sua presenza. Ciò che non è ancora manifestato pienamente è già reale in chi lascia risuonare dentro di sé la parola di Gesù. L’attesa cristiana non è fuga dal presente, ma conversione del presente alla luce del Regno.


Alla domanda dei farisei su quando verrà il Regno di Dio, Gesù risponde spostando lo sguardo dalla curiosità al discernimento. Il giorno definitivo rimane imprevedibile, come la folgore che illumina il cielo all’improvviso. Non ci è dato possedere il calendario dell’ultima venuta, né trasformare il mistero in calcolo. La seconda venuta resta nel mistero, colma di luce e di gloria, ma non disponibile alla nostra paura. Ci è dato invece accogliere una certezza più vicina: «Il regno di Dio è in mezzo a voi».

Questa parola non diminuisce l’attesa della venuta finale di Cristo, ma la rende già decisiva nel presente. Il Regno va cercato nel cuore, là dove Gesù desidera essere accolto come amico e ospite. Se vogliamo incontrarlo un giorno come giudice misericordioso, occorre lasciarlo entrare ora nella nostra vita, nelle scelte, nella preghiera, nella croce quotidiana. Anche la sofferenza ordinaria, il lavoro, la famiglia e il compimento fedele del bene possono appartenere al Regno, quando sono vissuti con Cristo e offerti a Dio. L’ultimo giorno, in qualche modo, comincia già nelle decisioni interiori di oggi, dove risuona la sentenza del cuore.

San Bernardo parlava di una venuta intermedia del Signore, che avviene oggi nell’anima. La prima venuta nell’Incarnazione e l’ultima nella gloria diventano così esperienza personale, se il cuore si apre alla sua presenza. Ciò che non è ancora manifestato pienamente è già reale in chi lascia risuonare dentro di sé la parola di Gesù. L’attesa cristiana non è fuga dal presente, ma conversione del presente alla luce del Regno.


  • «Quando già il giorno stava calando verso il tramonto, il Signore consegnò, sulla croce, l’anima che poi avrebbe recuperato, perché non l’ha persa contro la sua volontà. Eravamo rappresentati anche lì!» (Sant’ Agostino)

  • «Anche la sofferenza, croce quotidiana della vita — croce del lavoro, della famiglia, del fare bene le cose — questa piccola croce quotidiana fa parte del Regno di Dio» (Francesco)

  • «Nell'Eucaristia, (...) le domande al Padre nostro, a differenza delle preghiere dell’Antica Alleanza, si fondano sul mistero della salvezza già realizzato, una volta per tutte, in Cristo crocifisso e risorto» (Catechismo della Chiesa Cattolica, nº 2.771)


Mai il Signore dice che il Regno di Dio è uno spettacolo. E’ una festa! Ma è diverso. E’ festa, certo, è bellissima. Una grande festa. E il Cielo sarà una festa, ma non uno spettacolo. E la nostra debolezza umana preferisce lo spettacolo”. E quando uno pensa alla perseveranza di tanti cristiani, che portano avanti la famiglia – uomini, donne - che curano i figli, curano i nonni e arrivano alla fine del mese con mezzo euro soltanto, ma pregano, è lì il Regno di Dio, nascosto, in quella santità della vita quotidiana, quella santità di tutti i giorni. Perché il Regno di Dio non è lontano da noi, è vicino! Questa è una delle sue caratteristiche: vicinanza di tutti i giorni.

Il Regno di Dio è umile, come il seme: umile ma viene grande, per la forza dello Spirito Santo. A noi tocca lasciarlo crescere in noi, senza vantarci: lasciare che lo Spirito venga, ci cambi l’anima e ci porti avanti nel silenzio, nella pace, nella quiete, nella vicinanza a Dio, agli altri, nell’adorazione a Dio, senza spettacoli”. (Papa Francesco – Omelia Santa Marta, 13 novembre 2014)

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Preghiera411
8 hours fa
💬 Altro
Gesù, concedi perseveranza a coloro che attendono i risultati degli esami, il trattamento o una guarigione a lungo desiderata.
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Preghiera300
1 day fa
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Gesù, ispiraci a usare i nostri talenti per il bene comune e la gloria di Dio.
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Preghiera696
2 days fa
💬 Altro
Gesù, concedi perseveranza a coloro che attendono i risultati degli esami, il trattamento o una guarigione a lungo desiderata.
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Preghiera105
3 days fa
💬 Altro
Gesù, aiuta le società a difendere i nascituri, a prendersi cura degli anziani e ad onorare la sacralità di ogni vita umana.
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Preghiera724
4 days fa
💬 Altro
Padre, tienici fedeli nei piccoli compiti e fiduciosi nelle responsabilità che ci sono affidate.

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