Vangelo di Oggi Lunedi, 2/11/2026
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Letture cattoliche del 13 novembre 2026: Vangelo e meditazione

Le letture della Messa del 13 novembre 2026 raccolgono Scrittura, Vangelo e meditazione in un percorso di ascolto. Leggi con calma e lascia che il Vangelo orienti le scelte e la preghiera.

Celebrazione liturgica: Venerdì, XXXII settimana del Tempo Ordinario

Riferimento del Vangelo: 17,26-37

Colore liturgico: Verde

Questo spazio aiuta a seguire le letture bibliche cattoliche, approfondire la liturgia e vivere il Vangelo nel quotidiano.

Venerdi Ordinary Time
13
Novembre 2026
Colore liturgico verde
Venerdì, XXXII settimana del Tempo Ordinario
Memoria
❝ Alleluia, alleluia. Risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. Alleluia.
Prima lettura Vangelo Alleluia
📖
Tempo Ordinario Venerdì, XXXII settimana del Tempo Ordinario
🟢 Paramenti verdi
100%
Versetto del Vangelo di oggi
«Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva»

Vangelo

Lc 17,26-37

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti.

Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà.

In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot.

Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva.

Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata».

Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi».

Prima lettura

2Gv 4-9

Dalla seconda lettera di san Giovanni apostolo
Io, il Presbìtero, alla Signora eletta da Dio e ai suoi figli, che amo nella verità: grazia, misericordia e pace saranno con noi da parte di Dio Padre e da parte di Gesù Cristo, Figlio del Padre, nella verità e nell’amore. Mi sono molto rallegrato di aver trovato alcuni tuoi figli che camminano nella verità, secondo il comandamento che abbiamo ricevuto dal Padre.

E ora prego te, o Signora, non per darti un comandamento nuovo, ma quello che abbiamo avuto da principio: che ci amiamo gli uni gli altri. Questo è l’amore: camminare secondo i suoi comandamenti. Il comandamento che avete appreso da principio è questo: camminate nell’amore.Sono apparsi infatti nel mondo molti seduttori, che non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il seduttore e l’anticristo! Fate attenzione a voi stessi per non rovinare quello che abbiamo costruito e per ricevere una ricompensa piena. Chi va oltre e non rimane nella dottrina del Cristo, non possiede Dio. Chi invece rimane nella dottrina, possiede il Padre e il Figlio.

📜 Salmo responsoriale

R/. Beato chi cammina nella legge del Signore.

Beato chi è integro nella sua via e cammina nella legge del Signore. Beato chi custodisce i suoi insegnamenti e lo cerca con tutto il cuore.

Con tutto il mio cuore ti cerco: non lasciarmi deviare dai tuoi comandi. Ripongo nel cuore la tua promessa per non peccare contro di te.

Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita, osserverò la tua parola. Aprimi gli occhi perché io consideri le meraviglie della tua legge.

Lc 21,28

Alleluia, alleluia. Risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. Alleluia.

Riflessione

Gesù richiama i giorni di Noè e di Lot non per condannare il mangiare, il bere, il comprare, il vendere, il piantare o il costruire in quanto tali. Sant’Agostino aiuta a capire: il problema nasce quando queste realtà diventano più importanti di Dio, fino a disporre il cuore a offenderlo per conservarle. La vita quotidiana, se chiusa in una visione soltanto materiale, diventa miope e incapace di leggere il giudizio che attraversa la storia. Così l’uomo finisce per ridurre la propria aspirazione alla sola vita fisica e temporanea.

Per questo la parola del Signore è forte: «Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva». Chi vive solo per custodire la propria sicurezza finisce per perdere ciò che voleva trattenere. La vita della carne passa comunque; la vita dello spirito, se non si dona, si indebolisce. Ogni esistenza è fatta per crescere, portare frutto, aprirsi agli altri. Se viene rinchiusa nella cupidigia e nell’autosufficienza, si fa sterile. La carità, invece, rende possibile una vita che diventa dono di sé, rispettando gli altri e praticando la giustizia. Senza Dio, anche la pretesa di giustizia può diventare presuntuosa e falsa.

I santi hanno preso sul serio questa logica, guardando a Gesù che ha vissuto totalmente per il Padre e per gli uomini. Perdere la vita secondo il Vangelo non significa disprezzarla, ma liberarla dall’egoismo perché sia feconda. Davanti a una cultura che spesso assolutizza il possesso e la sopravvivenza, Cristo chiede un cuore vigilante, capace di scegliere Dio prima di tutto.


Gesù richiama i giorni di Noè e di Lot non per condannare il mangiare, il bere, il comprare, il vendere, il piantare o il costruire in quanto tali. Sant’Agostino aiuta a capire: il problema nasce quando queste realtà diventano più importanti di Dio, fino a disporre il cuore a offenderlo per conservarle. La vita quotidiana, se chiusa in una visione soltanto materiale, diventa miope e incapace di leggere il giudizio che attraversa la storia. Così l’uomo finisce per ridurre la propria aspirazione alla sola vita fisica e temporanea.

Per questo la parola del Signore è forte: «Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva». Chi vive solo per custodire la propria sicurezza finisce per perdere ciò che voleva trattenere. La vita della carne passa comunque; la vita dello spirito, se non si dona, si indebolisce. Ogni esistenza è fatta per crescere, portare frutto, aprirsi agli altri. Se viene rinchiusa nella cupidigia e nell’autosufficienza, si fa sterile. La carità, invece, rende possibile una vita che diventa dono di sé, rispettando gli altri e praticando la giustizia. Senza Dio, anche la pretesa di giustizia può diventare presuntuosa e falsa.

I santi hanno preso sul serio questa logica, guardando a Gesù che ha vissuto totalmente per il Padre e per gli uomini. Perdere la vita secondo il Vangelo non significa disprezzarla, ma liberarla dall’egoismo perché sia feconda. Davanti a una cultura che spesso assolutizza il possesso e la sopravvivenza, Cristo chiede un cuore vigilante, capace di scegliere Dio prima di tutto.


  • «Più del peccato stesso, ciò che irrita e offende Dio è che i peccatori non provino alcun dolore per i loro peccati» (San Giovanni Crisostomo)

  • «La pretesa che l’umanità può fare giustizia senza Dio è presuntuosa e intrinsecamente falsa. Se da questa premessa sono derivate le più grandi crudeltà, non è un caso» (Benedetto XVI)

  • «(…) La carità rappresenta il più grande comandamento sociale. Essa rispetta gli altri e i loro diritti. Esige la pratica della giustizia e soltanto essa ce ne rende capaci. Essa ispira una vita che si fa dono di sé: ‘Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece la perde la salverà’ (Lc 17,33)» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1889)


Come viene il Signore? (…) Gesù dice che avverrà “come ai giorni di Noè” (…). E cosa facevano ai giorni di Noè? Semplicemente le cose normali e quotidiane della vita, come sempre: «mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito» (…). Teniamo conto di questo: Dio è nascosto nella nostra vita, sempre c’è, è nascosto nelle situazioni più comuni e ordinarie della nostra vita. Non viene in eventi straordinari, ma nelle cose di ogni giorno, si manifesta nelle cose di ogni giorno. Lui è lì, nel nostro lavoro quotidiano, in un incontro casuale, nel volto di una persona che ha bisogno, anche quando affrontiamo giornate che appaiono grigie e monotone, proprio lì c’è il Signore, che ci chiama, ci parla e ispira le nostre azioni.

Tuttavia, c’è una seconda domanda: come riconoscere e accogliere il Signore? Dobbiamo essere svegli, attenti, vigilanti. Gesù ci avverte: c’è il pericolo di non accorgerci della sua venuta ed essere impreparati alla sua visita. (…) Infatti, di quelle persone del tempo di Noè, Gesù dice che mangiavano e bevevano «e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti». (…)

Perciò, fratelli e sorelle, restiamo vigilanti! Aspettando che il Signore venga, aspettando che il Signore ci avvicini, perché Lui c’è, ma aspettando attenti. (Papa Francesco, Angelus, 27 novembre 2022)

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Preghiera411
8 hours fa
💬 Altro
Gesù, concedi perseveranza a coloro che attendono i risultati degli esami, il trattamento o una guarigione a lungo desiderata.
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Preghiera300
1 day fa
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Gesù, ispiraci a usare i nostri talenti per il bene comune e la gloria di Dio.
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Preghiera696
2 days fa
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Gesù, concedi perseveranza a coloro che attendono i risultati degli esami, il trattamento o una guarigione a lungo desiderata.
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Preghiera105
3 days fa
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Gesù, aiuta le società a difendere i nascituri, a prendersi cura degli anziani e ad onorare la sacralità di ogni vita umana.
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Preghiera724
4 days fa
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Padre, tienici fedeli nei piccoli compiti e fiduciosi nelle responsabilità che ci sono affidate.

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