Riflessione sul Vangelo del 22 ottobre 2026
Giovedì, XXIX settimana del Tempo Ordinario
Versetto del giorno «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra»
Versetto del giorno
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra»
Vangelo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».
Riflessione
Gesù dice di essere venuto a gettare fuoco sulla terra. Non parla di distruzione, ma del fuoco della carità, della passione santa, della vita trasformata dalla volontà del Padre. Egli desidera ardentemente che questo fuoco sia acceso, ma davanti a sé ha il battesimo della croce. La sua impazienza è tutta amore: vuole vedere compiuta l’opera della salvezza e accetta per questo la prova che lo attende. Il discepolo contempla in Lui un cuore pieno di desideri grandi.
Anche nella nostra vita la fede non può ridursi a inerzia. Chi non desidera nulla di santo finisce per fermarsi, criticare, spegnere il bene che altri cercano di compiere. Il Vangelo ci spinge invece a puntare in alto: conversione personale, santità nella famiglia, fedeltà nel lavoro, slancio apostolico, opere fatte con amore. Sant’Agostino ricorda che chi dice basta si perde; bisogna camminare, avanzare, non deviare dalla via. È meglio procedere con fatica sulla strada giusta che correre lontano da essa.
Il fuoco di Cristo brucia ciò che è egoismo e rende il cuore più unito a Dio. La preghiera, quando è vera, accende questa unione e non lascia l’anima fredda. Dire sì alla sequela significa accettare di lasciarsi raggiungere dalla passione di Gesù, senza paura dello sforzo e della tensione che l’amore comporta. Il battesimo della morte di Gesù rivela fino a dove arriva la sua obbedienza al Padre. Da questo amore nasce anche una divisione, perché non tutti accolgono lo stesso fuoco. Chiediamo a Maria, Madre della Speranza, di ottenere per noi desideri grandi e perseveranza concreta.
Gesù dice di essere venuto a gettare fuoco sulla terra. Non parla di distruzione, ma del fuoco della carità, della passione santa, della vita trasformata dalla volontà del Padre. Egli desidera ardentemente che questo fuoco sia acceso, ma davanti a sé ha il battesimo della croce. La sua impazienza è tutta amore: vuole vedere compiuta l’opera della salvezza e accetta per questo la prova che lo attende. Il discepolo contempla in Lui un cuore pieno di desideri grandi.
Anche nella nostra vita la fede non può ridursi a inerzia. Chi non desidera nulla di santo finisce per fermarsi, criticare, spegnere il bene che altri cercano di compiere. Il Vangelo ci spinge invece a puntare in alto: conversione personale, santità nella famiglia, fedeltà nel lavoro, slancio apostolico, opere fatte con amore. Sant’Agostino ricorda che chi dice basta si perde; bisogna camminare, avanzare, non deviare dalla via. È meglio procedere con fatica sulla strada giusta che correre lontano da essa.
Il fuoco di Cristo brucia ciò che è egoismo e rende il cuore più unito a Dio. La preghiera, quando è vera, accende questa unione e non lascia l’anima fredda. Dire sì alla sequela significa accettare di lasciarsi raggiungere dalla passione di Gesù, senza paura dello sforzo e della tensione che l’amore comporta. Il battesimo della morte di Gesù rivela fino a dove arriva la sua obbedienza al Padre. Da questo amore nasce anche una divisione, perché non tutti accolgono lo stesso fuoco. Chiediamo a Maria, Madre della Speranza, di ottenere per noi desideri grandi e perseveranza concreta.
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«La preghiera non è altro che l’unione con Dio. Chiunque ha un cuore puro e unito a Dio sperimenta in sé una morbidezza e una dolcezza che lo inebria, si sente come circondato da una luce ammirabile» (San Giovanni Mª Vianney)
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«Nel ‘sì’ alla sequela si include il coraggio di lasciarsi bruciare dal fuoco della passione di Gesù Cristo» (Benedetto XVI)
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«Il battesimo di Gesù è, da parte di lui, l’accettazione e l’inaugurazione della sua missione di Servo sofferente. Egli si lascia annoverare tra i peccatori; è già ‘l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo’ (Gv 1,29); già anticipa il ‘battesimo’ della sua morte cruenta. Già viene ad adempiere ‘ogni giustizia’ (Mt 3,15), cioè si sottomette totalmente alla volontà del Padre suo: accetta per amore il battesimo di morte per la remissione dei nostri peccati (…)» (Catechismo della Chiesa Cattolica, nº 536)