Riflessione sul Vangelo del 23 ottobre 2026
Venerdì, XXIX settimana del Tempo Ordinario
Versetto del giorno «Come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?»
Versetto del giorno
«Come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?»
Vangelo
In quel tempo, Gesù diceva alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».
Riflessione
Gesù rimprovera chi sa interpretare l’aspetto della terra e del cielo, ma non riconosce il tempo della visita di Dio. I suoi ascoltatori erano capaci di leggere i segni del clima, eppure molti non videro in Lui il Figlio mandato per la salvezza. È una parola che resta attuale: anche noi possiamo essere informati su tante cose e tuttavia incapaci di giudicare ciò che è giusto alla luce del Vangelo. Il problema non è mancanza di dati, ma mancanza di sguardo spirituale.
Scrutare i segni dei tempi non significa seguire ogni moda del momento. Significa conoscere il mondo in cui viviamo, le sue speranze e le sue ferite, e interpretarlo con la luce di Cristo. La preghiera profonda non ci separa dalla storia; apre il cuore all’amore di Dio e quindi anche all’amore dei fratelli. Dio non ha abbandonato il suo mondo. La terra è stata abitata dal Figlio e porta ancora una bellezza che chiede di essere riconosciuta, servita, illuminata.
Per questo Gesù domanda: perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? La fede deve diventare discernimento concreto, non evasione. Anche il rispetto della libertà e della responsabilità di ogni persona appartiene a questo giudizio morale. Le occasioni mancate della storia ci ammoniscono a non rimandare la luce possibile oggi. Santa Teresa di Calcutta seppe vedere nel suo tempo un appello alla carità e vi rispose con decisione. Chiediamo una simile libertà: camminare saldi nella verità del Vangelo, ma con occhi aperti sulla realtà, guardando in alto senza perdere di vista la terra.
Gesù rimprovera chi sa interpretare l’aspetto della terra e del cielo, ma non riconosce il tempo della visita di Dio. I suoi ascoltatori erano capaci di leggere i segni del clima, eppure molti non videro in Lui il Figlio mandato per la salvezza. È una parola che resta attuale: anche noi possiamo essere informati su tante cose e tuttavia incapaci di giudicare ciò che è giusto alla luce del Vangelo. Il problema non è mancanza di dati, ma mancanza di sguardo spirituale.
Scrutare i segni dei tempi non significa seguire ogni moda del momento. Significa conoscere il mondo in cui viviamo, le sue speranze e le sue ferite, e interpretarlo con la luce di Cristo. La preghiera profonda non ci separa dalla storia; apre il cuore all’amore di Dio e quindi anche all’amore dei fratelli. Dio non ha abbandonato il suo mondo. La terra è stata abitata dal Figlio e porta ancora una bellezza che chiede di essere riconosciuta, servita, illuminata.
Per questo Gesù domanda: perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? La fede deve diventare discernimento concreto, non evasione. Anche il rispetto della libertà e della responsabilità di ogni persona appartiene a questo giudizio morale. Le occasioni mancate della storia ci ammoniscono a non rimandare la luce possibile oggi. Santa Teresa di Calcutta seppe vedere nel suo tempo un appello alla carità e vi rispose con decisione. Chiediamo una simile libertà: camminare saldi nella verità del Vangelo, ma con occhi aperti sulla realtà, guardando in alto senza perdere di vista la terra.
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«Una preghiera profonda non ci separa dal nostro impegno con la storia: aprendo il nostro cuore all’amore di Dio, lo apre anche all’amore dei fratelli, e ci rende capaci di costruire la storia secondo il disegno di Dio» (San Giovanni Paolo II)
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« Dobbiamo camminare fermi nella fede in Cristo, saldi nella verità del Vangelo; ma il nostro atteggiamento deve muoversi continuamente secondo i segni dei tempi» (Francesco)
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«(…) Ogni persona umana, creata ad immagine di Dio, ha il diritto naturale di essere riconosciuta come un essere libero e responsabile. Tutti hanno verso ciascuno il dovere di questo rispetto (…), particolarmente in campo morale e religioso» (Catechismo della Chiesa Cattolica, nº 1.738)