Riflessione sul Vangelo del 28 ottobre 2026
28 ottobre: Santi Simone e Giuda, Apostoli
Versetto del giorno «Gesù se ne andò sul monte a pregare»
Versetto del giorno
«Gesù se ne andò sul monte a pregare»
Vangelo
In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.
Riflessione
Nel giorno dei santi Simone e Giuda, il Vangelo ci mostra Gesù che sale sul monte e passa la notte in preghiera. Prima di scegliere i Dodici, il Figlio resta davanti al Padre. La missione nasce da questa comunione, non da una decisione frettolosa. Per il cristiano, che vuole imitare Cristo, preghiera e azione non sono due vite separate. Anche quando il tempo è pieno di impegni, tutto perde profondità se non viene riportato a Dio con fedeltà e ascolto.
Dopo la preghiera, Gesù chiama i discepoli e ne sceglie dodici, dando loro il nome di apostoli. Sta preparando la Chiesa, affidando a uomini concreti la continuazione della sua missione. Poi scende tra la folla, insegna e guarisce: da Lui esce una forza che risana tutti. La contemplazione non lo allontana dalla sofferenza umana; al contrario, lo conduce a servire con piena disponibilità. Anche la nostra azione diventa evangelica solo se rimane unita a Lui come il tralcio alla vite. Senza questa permanenza, anche il servizio più generoso si inaridisce presto.
San Girolamo suggeriva di dedicare ore determinate alla preghiera, perché il comando di pregare sempre ha bisogno di forme concrete. Santa Teresa Benedetta della Croce vede nella preghiera di Gesù la chiave della preghiera della Chiesa. Chiediamo dunque, per intercessione degli apostoli, di non vivere un attivismo senza radice né una devozione senza frutto. Se rimaniamo in Cristo, la nostra presenza potrà diventare più sanante, capace di portare pace, testimonianza e coraggio sereno nella vita quotidiana, con perseveranza umile.
Nel giorno dei santi Simone e Giuda, il Vangelo ci mostra Gesù che sale sul monte e passa la notte in preghiera. Prima di scegliere i Dodici, il Figlio resta davanti al Padre. La missione nasce da questa comunione, non da una decisione frettolosa. Per il cristiano, che vuole imitare Cristo, preghiera e azione non sono due vite separate. Anche quando il tempo è pieno di impegni, tutto perde profondità se non viene riportato a Dio con fedeltà e ascolto.
Dopo la preghiera, Gesù chiama i discepoli e ne sceglie dodici, dando loro il nome di apostoli. Sta preparando la Chiesa, affidando a uomini concreti la continuazione della sua missione. Poi scende tra la folla, insegna e guarisce: da Lui esce una forza che risana tutti. La contemplazione non lo allontana dalla sofferenza umana; al contrario, lo conduce a servire con piena disponibilità. Anche la nostra azione diventa evangelica solo se rimane unita a Lui come il tralcio alla vite. Senza questa permanenza, anche il servizio più generoso si inaridisce presto.
San Girolamo suggeriva di dedicare ore determinate alla preghiera, perché il comando di pregare sempre ha bisogno di forme concrete. Santa Teresa Benedetta della Croce vede nella preghiera di Gesù la chiave della preghiera della Chiesa. Chiediamo dunque, per intercessione degli apostoli, di non vivere un attivismo senza radice né una devozione senza frutto. Se rimaniamo in Cristo, la nostra presenza potrà diventare più sanante, capace di portare pace, testimonianza e coraggio sereno nella vita quotidiana, con perseveranza umile.
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«Ogni anima umana è un tempio di Dio: questo ci apre una prospettiva ampia e del tutto nuova. La vita di preghiera di Gesù è la chiave per comprendere la preghiera della Chiesa» (Santa Teresa Benedetta della Croce)
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«Sia Simone il Cananeo che Giuda Tadeo ci aiutino a riscoprire e vivere sempre instancabilmente la bellezza della fede cristiana, sapendone testimoniarla con coraggio e allo stesso tempo con serenità» (Benedetto XVI)
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«(…) [Gesù] prega anche prima dei momenti decisivi che danno inizio alla missione dei suoi Apostoli: prima di scegliere e chiamare i Dodici, prima che Pietro lo confessi come ‘il Cristo di Dio’ e affinché la fede del capo degli Apostoli non venga meno nella tentazione (…)» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2600)