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Riflessione sul Vangelo del 9 novembre 2026
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Riflessione sul Vangelo del 9 novembre 2026

03/11/2026 • 3 visualizzazioni
9 novembre: Dedicazione della Basilica Lateranense
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9 novembre: Dedicazione della Basilica Lateranense

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Versetto del giorno «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere»
Ez 47,1-2.8-9.12 45 1Cor 3,9c-11.16-17 Gv 2,13-22
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Versetto del giorno

«Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere»

Vangelo

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».

Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

Riflessione

Nella Dedicazione della Basilica Lateranense, il Vangelo non ci lascia fermare soltanto alla bellezza di un edificio sacro. La Chiesa ha sempre avuto bisogno di luoghi in cui radunarsi, ascoltare la Parola, celebrare l’Eucaristia e pregare insieme. Dalle case dei primi cristiani fino alle grandi basiliche, la comunità riunita rimane il tempio santo di Dio. La cattedrale di Roma, madre e capo di tutte le chiese, ricorda visibilmente la comunione con il Vescovo di Roma e con la Chiesa che presiede nella carità. Tuttavia nessuna pietra, per quanto venerabile, può contenere Dio.

Gesù, entrando nel tempio e purificando la casa del Padre, rivela dove si trova il vero incontro tra Dio e l’uomo. Quando dice: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere», parla di sé, della sua Pasqua, del suo corpo offerto e risorto. In lui il culto non è più separato dalla vita, perché la presenza di Dio si dona pienamente nel Figlio. Da questa offerta nasce anche la dignità nuova dei credenti: essi diventano tempio vivo dello Spirito Santo, luogo abitato da Dio e chiamato a rimanere pulito, bello, disponibile alla sua presenza. Anche quando ci siamo allontanati, il Signore può ricostruire ciò che sembrava perduto.

Per questo la festa di una basilica interroga anche il modo in cui guardiamo ogni persona. Se Dio vuole abitare nei cuori, nessuno può essere trattato come un mezzo o profanato dall’egoismo altrui. Onorare la casa di Dio significa custodire la comunione ecclesiale e, nello stesso tempo, lasciare che Cristo ricostruisca dentro di noi ciò che il peccato ha rovinato.


Nella Dedicazione della Basilica Lateranense, il Vangelo non ci lascia fermare soltanto alla bellezza di un edificio sacro. La Chiesa ha sempre avuto bisogno di luoghi in cui radunarsi, ascoltare la Parola, celebrare l’Eucaristia e pregare insieme. Dalle case dei primi cristiani fino alle grandi basiliche, la comunità riunita rimane il tempio santo di Dio. La cattedrale di Roma, madre e capo di tutte le chiese, ricorda visibilmente la comunione con il Vescovo di Roma e con la Chiesa che presiede nella carità. Tuttavia nessuna pietra, per quanto venerabile, può contenere Dio.

Gesù, entrando nel tempio e purificando la casa del Padre, rivela dove si trova il vero incontro tra Dio e l’uomo. Quando dice: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere», parla di sé, della sua Pasqua, del suo corpo offerto e risorto. In lui il culto non è più separato dalla vita, perché la presenza di Dio si dona pienamente nel Figlio. Da questa offerta nasce anche la dignità nuova dei credenti: essi diventano tempio vivo dello Spirito Santo, luogo abitato da Dio e chiamato a rimanere pulito, bello, disponibile alla sua presenza. Anche quando ci siamo allontanati, il Signore può ricostruire ciò che sembrava perduto.

Per questo la festa di una basilica interroga anche il modo in cui guardiamo ogni persona. Se Dio vuole abitare nei cuori, nessuno può essere trattato come un mezzo o profanato dall’egoismo altrui. Onorare la casa di Dio significa custodire la comunione ecclesiale e, nello stesso tempo, lasciare che Cristo ricostruisca dentro di noi ciò che il peccato ha rovinato.


  • «Quando ricordiamo la consacrazione di un tempio, pensiamo a quanto disse san Paolo:”Ciascuno di noi è tempio dello Spirito Santo”. Speriamo di mantenere la nostra anima bella e pulita, come piace a Dio che siano i suoi templi santi» (Sant’ Agostino)

  • «Oggi, festa della Dedicazione della Basilica di San Giovanni in Laterano, ricordiamo che il Signore vuole abitare in tutti i cuori. Anche se ci allontaniamo da Lui, il Signore ha solo tre giorni per ricostruire il suo tempio dentro di noi» (Francesco)

  • «Le Chiese particolari sono pienamente cattoliche grazie alla comunione con una di esse: la Chiesa di Roma che presiede nella carità (…). Il Signore ha fatto di san Pietro il fondamento visibile della sua Chiesa. Le ha dato le chiavi. Il Vescovo della Chiesa di Roma, successore di San Pietro, è il Capo del Collegio dei Vescovi, Vicario di Cristo e Pastore della Chiesa universale sulla terra» (Catechismo della Chiesa Cattolica, nº 834 e 936)

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