Letture cattoliche del 13 luglio 2026: Vangelo e meditazione
Le letture della Messa del 13 luglio 2026 raccolgono Scrittura, Vangelo e meditazione in un percorso di ascolto. Leggi con calma e lascia che il Vangelo orienti le scelte e la preghiera.
Celebrazione liturgica: Lunedì, XV settimana del Tempo Ordinario
Riferimento del Vangelo: 11,1
Colore liturgico: Verde
Questo spazio aiuta a seguire le letture bibliche cattoliche, approfondire la liturgia e vivere il Vangelo nel quotidiano.
«Chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me»
Vangelo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.
»Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa.
»Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città».
Prima lettura
Ascoltate la parola del Signore, capi di Sòdoma; prestate orecchio all’insegnamento del nostro io, popolo di Gomorra! «Perché mi offrite i vostri sacrifici senza numero? – dice il Signore.
Sono sazio degli olocausti di montoni e del grasso di pingui vitelli. Il sangue di tori e di agnelli e di capri io non lo gradisco. Quando venite a presentarvi a me, chi richiede a voi questo: che veniate a calpestare i miei atri? Smettete di presentare offerte inutili; l’incenso per me è un abominio, i noviluni, i sabati e le assemblee sacre: non posso sopportare delitto e solennità. Io detesto i vostri noviluni e le vostre feste; per me sono un peso, sono stanco di sopportarli. Quando stendete le mani, io distolgo gli occhi da voi. Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue. Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova».
📜 Salmo responsoriale
R/. A chi cammina per la retta via, mostrerò la salvezza di Dio.
Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici, i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti. Non prenderò vitelli dalla tua casa né capri dai tuoi ovili.
«Perché vai ripetendo i miei decreti e hai sempre in bocca la mia alleanza, tu che hai in odio la disciplina e le mie parole ti getti alle spalle?
Hai fatto questo e io dovrei tacere? Forse credevi che io fossi come te! Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa. Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora; a chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio».
Alleluia, alleluia. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Alleluia.
Riflessione
Le parole di Gesù in questo passo sono forti e non si lasciano addomesticare. Il Maestro prepara i discepoli alla missione e mostra che la fede può provocare divisioni perfino nelle relazioni più vicine. Non perché Cristo sia nemico della comunione, ma perché quando non è riconosciuto come Signore, la sua presenza mette a nudo le scelte del cuore. La pace che egli dona non è compromesso con il male né tranquillità a ogni costo. Per questo può nascere un conflitto doloroso anche dentro la casa. La prova non cancella la vocazione alla pace, ma la rende più esigente e più vera.
Gesù chiede di amarlo più del padre, della madre, dei figli: non per svalutare questi legami, ma per purificarli alla luce di Dio. Solo chi mette Cristo al primo posto può amare gli altri senza possesso e senza idolatria. Prendere la croce significa allora seguirlo nella concretezza, lasciando che egli viva in noi ciò che ha vissuto per noi. Il Vangelo aggiunge anche una consolazione: accogliere il discepolo è accogliere Cristo, e accogliere Cristo è accogliere il Padre che lo ha mandato. Perfino un bicchiere d'acqua dato a uno dei piccoli ha valore davanti a Dio. La fedeltà non si misura soltanto nei gesti eroici, ma anche nella carità semplice verso chi cammina con il Signore. Il discepolo deve quindi vigilare sul prossimo e riconoscere la dignità di chi porta il nome di Cristo. Maria, associata alla lotta del Figlio, insegna a essere testimoni della pace senza cedere al male.
«Mentre arriva la pace, in cui non avremo alcun nemico, è nostro dovere combattere a lungo, fedelmente e coraggiosamente, per meritare di essere incoronati dal Signore Dio» (Sant'Agostino)
«La Vergine Maria, Regina della Pace, ha condiviso fino al martirio dell’anima la lotta del suo Figlio Gesù contro il Maligno, e continua a condividerla sino alla fine dei tempi. Invochiamo la sua materna intercessione, perché ci aiuti ad essere sempre testimoni della pace di Cristo, mai scendendo a compromessi con il male» (Benedetto XVI)
«Tutto ciò che Cristo ha vissuto, egli fa sì che noi possiamo viverlo in lui e che egli lo viva in noi. « Con l'incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo a ogni uomo » (Concilio Vaticano II). Siamo chiamati a formare una cosa sola con lui (…)» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 521)
Preghiere quotidiane
Incontri di preghiera e devozioni quotidiane