Letture cattoliche del 17 luglio 2026: Vangelo e meditazione
Le letture della Messa del 17 luglio 2026 raccolgono Scrittura, Vangelo e meditazione in un percorso di ascolto. Leggi con calma e lascia che il Vangelo orienti le scelte e la preghiera.
Celebrazione liturgica: Venerdì, XV settimana del Tempo Ordinario
Riferimento del Vangelo: 12,1-8
Colore liturgico: Verde
Questo spazio aiuta a seguire le letture bibliche cattoliche, approfondire la liturgia e vivere il Vangelo nel quotidiano.
«Misericordia io voglio e non sacrifici»
Vangelo
In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».
Prima lettura
In quei giorni Ezechìa si ammalò mortalmente. Il profeta Isaìa, figlio di Amoz, si recò da lui e gli disse: «Così dice il Signore: “Da’ disposizioni per la tua casa, perché tu morirai e non vivrai”». Ezechìa allora voltò la faccia verso la parete e pregò il Signore dicendo: «Signore, ricòrdati che ho camminato davanti a te con fedeltà e con cuore integro e ho compiuto ciò che è buono ai tuoi occhi». Ed Ezechìa fece un gran pianto.
Allora la parola del Signore fu rivolta a Isaìa dicendo: «Va’ e riferisci a Ezechìa: “Così dice il Signore, Dio di Davide, tuo padre: Ho udito la tua preghiera e ho visto le tue lacrime; ecco, io aggiungerò ai tuoi giorni quindici anni. Libererò te e questa città dalla mano del re d’Assiria; proteggerò questa città”». Isaìa disse: «Si vada a prendere un impiastro di fichi e si applichi sulla ferita, così guarirà». Ezechìa disse: «Qual è il segno che salirò al tempio del Signore?». «Da parte del Signore questo ti sia come segno che il Signore manterrà questa promessa che ti ha fatto. Ecco, io faccio tornare indietro di dieci gradi l’ombra sulla meridiana, che è già scesa con il sole sull’orologio di Acaz». E il sole retrocesse di dieci gradi sulla scala che aveva disceso.
📜 Salmo responsoriale
R/. Tu, Signore, hai preservato la mia vita dalla fossa della distruzione.
Io dicevo: «A metà dei miei giorni me ne vado, sono trattenuto alle porte degli inferi per il resto dei miei anni».
Dicevo: «Non vedrò più il Signore sulla terra dei viventi, non guarderò più nessuno fra gli abitanti del mondo.
La mia dimora è stata divelta e gettata lontano da me, come una tenda di pastori. Come un tessitore hai arrotolato la mia vita, mi hai tagliato dalla trama.
Il Signore è su di loro: essi vivranno. Tutto ciò che è in loro è vita del suo spirito. Guariscimi e rendimi la vita».
Alleluia, alleluia. Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore, e io le conosco ed esse mi seguono. Alleluia.
Riflessione
Nel passaggio tra le spighe, Gesù riporta il sabato al suo centro: non una rete di divieti capace di soffocare l’uomo, ma un giorno aperto alla misericordia di Dio. I farisei vedono nei discepoli una trasgressione; il Signore vede persone affamate e richiama una verità più profonda della casistica. La Legge non è data per indurire il cuore, ma per educarlo ad amare. Per questo la parola «Misericordia io voglio e non sacrifici» diventa una luce severa e consolante: Dio non si accontenta di gesti religiosi corretti se manca la compassione verso chi abbiamo davanti.
Anche noi possiamo difendere principi giusti con uno spirito che non viene da Dio. Possiamo giudicare in fretta, dimenticare la fragilità degli altri, usare il bene come misura per condannare. Gesù ci chiede invece un cuore capace di giustizia e di benevolenza insieme, attento allo spirito della Legge più che alla propria sicurezza. La misericordia non elimina l’esigenza della verità, ma impedisce alla verità di diventare pietra nelle nostre mani. Oggi è tempo di chiedere al Signore, con l’aiuto di Maria, la grazia di perdonare, correggere senza durezza e riconoscere negli innocenti che giudichiamo un fratello da custodire.
Il Signore si avvicina anche al campo della nostra vita e cerca frutti di carità. Se trova rigidità, ci invita a rettificare subito, con un proposito concreto e sincero davanti a lui. La vera osservanza non si misura dalla severità con cui guardiamo gli altri, ma dalla capacità di lasciar passare attraverso di noi la misericordia ricevuta.
«Dolce è il nome di misericordia; e, se il nome è così dolce, quanto più sarà la cosa stessa? Chi vuole ottenere misericordia in cielo beve praticarla in questo mondo» (San Cesario d’Arles)
«Questa parola di Dio [Gesù] ci è giunta, attraverso i Vangeli, come una delle sintesi dell’intero messaggio cristiano: la vera religione consiste nell’amore verso Dio e verso il prossimo» (Benedetto XVI)
«Dando con autorità divina l’interpretazione definitiva della Legge, Gesù si è trovato a scontrarsi con certi dottori della Legge (…) Ciò vale soprattutto per la questione del sabato: Gesù ricorda, ricorrendo spesso ad argomentazioni rabbiniche, che il riposo del sabato non viene violato dal servizio di Dio o del prossimo (…)» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n.582)
Preghiere quotidiane
Incontri di preghiera e devozioni quotidiane