Vangelo di Oggi Lunedi, 2/11/2026
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Letture cattoliche del 3 agosto 2026: Vangelo e meditazione

Le letture della Messa del 3 agosto 2026 raccolgono Scrittura, Vangelo e meditazione in un percorso di ascolto. Leggi con calma e lascia che il Vangelo orienti le scelte e la preghiera.

Celebrazione liturgica: Lunedì, XVIII settimana del Tempo Ordinario

Riferimento del Vangelo: 14,13-21

Colore liturgico: Verde

Questo spazio aiuta a seguire le letture bibliche cattoliche, approfondire la liturgia e vivere il Vangelo nel quotidiano.

Lunedi Ordinary Time
3
Agosto 2026
Colore liturgico verde
Lunedì, XVIII settimana del Tempo Ordinario
Feria
❝ Alleluia, alleluia. Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele! Alleluia.
Prima lettura Vangelo Alleluia
📖
Tempo Ordinario Lunedì, XVIII settimana del Tempo Ordinario
🟢 Paramenti verdi
100%
Versetto del Vangelo di oggi
«Alzò gli occhi al cielo»

Vangelo

Mt 14,13-21

Dal Vangelo secondo Matteo
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.

La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».

Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».

Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.

Prima lettura

Ger 28,1-17

Dal libro del profeta Geremìa
In quell’anno, all’inizio del regno di Sedecìa, re di Giuda, nell’anno quarto, nel quinto mese, Ananìa, figlio di Azzur, il profeta di Gàbaon, mi riferì nel tempio del Signore sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo: «Così dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Io romperò il giogo del re di Babilonia! Entro due anni farò ritornare in questo luogo tutti gli arredi del tempio del Signore che Nabucodònosor, re di Babilonia, prese da questo luogo e portò in Babilonia. Farò ritornare in questo luogo – oracolo del Signore – Ieconìa, figlio di Ioiakìm, re di Giuda, con tutti i deportati di Giuda che andarono a Babilonia, poiché romperò il giogo del re di Babilonia».

Il profeta Geremìa rispose al profeta Ananìa, sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo, che stavano nel tempio del Signore. Il profeta Geremìa disse: «Così sia! Così faccia il Signore! Voglia il Signore realizzare le cose che hai profetizzato, facendo ritornare gli arredi nel tempio e da Babilonia tutti i deportati. Tuttavia ascolta ora la parola che sto per dire a te e a tutto il popolo. I profeti che furono prima di me e di te dai tempi antichissimi profetizzarono guerra, fame e peste contro molti paesi e regni potenti. Il profeta invece che profetizza la pace sarà riconosciuto come profeta mandato veramente dal Signore soltanto quando la sua parola si realizzerà».

Allora il profeta Ananìa strappò il giogo dal collo del profeta Geremìa, lo ruppe e disse a tutto il popolo: «Così dice il Signore: A questo modo io romperò il giogo di Nabucodònosor, re di Babilonia, entro due anni, sul collo di tutte le nazioni». Il profeta Geremìa se ne andò per la sua strada.

Dopo che il profeta Ananìa ebbe rotto il giogo che il profeta Geremìa portava sul collo, fu rivolta a Geremìa questa parola del Signore: «Va’ e riferisci ad Ananìa: Così dice il Signore: Tu hai rotto un giogo di legno, ma io, al suo posto, ne farò uno di ferro. Infatti, dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Pongo un giogo di ferro sul collo di tutte queste nazioni perché siano soggette a Nabucodònosor, re di Babilonia, e lo servano; persino le bestie selvatiche gli consegno».

Allora il profeta Geremìa disse al profeta Ananìa: «Ascolta, Ananìa! Il Signore non ti ha mandato e tu induci questo popolo a confidare nella menzogna; perciò dice il Signore: Ecco, ti faccio sparire dalla faccia della terra; quest’anno tu morirai, perché hai predicato la ribellione al Signore». In quello stesso anno, nel settimo mese, il profeta Ananìa morì.

📜 Salmo responsoriale

R/. Insegnami, Signore, i tuoi decreti.

Tieni lontana da me la via della menzogna, donami la grazia della tua legge. Non togliere dalla mia bocca la parola vera, perché spero nei tuoi giudizi.

Si volgano a me quelli che ti temono e che conoscono i tuoi insegnamenti. Sia integro il mio cuore nei tuoi decreti, perché non debba vergognarmi.

I malvagi sperano di rovinarmi; io presto attenzione ai tuoi insegnamenti. Non mi allontano dai tuoi giudizi, perché sei tu a istruirmi.

Gv 1,49b

Alleluia, alleluia. Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele! Alleluia.

Riflessione

Il racconto della moltiplicazione dei pani mette in luce la differenza tra il calcolo umano e lo sguardo della fede. I discepoli vedono la folla, l'ora tarda e la scarsità del cibo; la loro proposta sembra prudente. Gesù però apre un'altra possibilità: chiede a loro stessi di dare da mangiare. Non nega la realtà dei cinque pani e dei due pesci, ma invita a non dimenticare la presenza decisiva di Dio in mezzo a loro.

Molte volte anche noi facciamo conti esatti e arriviamo a conclusioni scoraggianti. Vediamo le forze limitate, le difficoltà, gli errori personali, e pensiamo che non resti altro che ridurre il desiderio del bene. Ma il Vangelo insegna che il realismo cristiano non esclude Dio dall'operazione. Gesù alza gli occhi al cielo, benedice, spezza e dona. Quel gesto rivela che l'apostolato non nasce dall'ottimismo ingenuo, ma dalla fiducia nel Padre e dalla disponibilità a condividere. Prima di giudicare sterile un impegno, il discepolo è chiamato a ricordare chi è presente con lui.

I pochi pani, messi nelle mani di Cristo, bastano per tutti. Non è magia, ma un segno che educa alla fede e alla comunione. Anche l'Eucaristia rafforza questa unione: ricevendo il Signore, la Chiesa viene nutrita e resa più capace di carità. Davanti alle povertà del mondo e della nostra vita, possiamo chiedere la grazia di contare con Dio prima di dichiarare impossibile il bene. Dove i numeri sembrano chiudere ogni via, Cristo può aprire uno spazio di amore, audacia e servizio. La fede non elimina la fatica, ma impedisce alla fatica di diventare l'ultima misura.


  • «Forse non siamo in grado di dare molto, ma possiamo sempre dare la gioia che viene da un cuore che ama Dio» (Santa Teresa di Calcutta)

  • «Quei pochi pani e pesci, condivisi e benedetti da Dio, erano sufficienti per tutti. E attenzione! Non è una magia, è un ‘segno’: un segnale che ci invita ad avere fede in Dio, il Padre premuroso» (Francesco)

  • «La Santa Comunione del Corpo e del Sangue di Cristo aumenta l'unione tra il comunicante ed il Signore, che perdona i peccati veniali e lo preserva dai peccati gravi. Poiché i legami di carità tra il comunicante e Cristo sono rafforzati, la ricezione di questo sacramento rafforza l'unità della Chiesa, il Corpo Mistico di Cristo» (Catechismo della Chiesa Cattolica, nº 1.416)


Sant’Agostino, immaginando di rivolgersi all’apostolo, commenta: il Signore “sì è abbassato e t'ha preso per mano. Con le tue sole forze non puoi alzarti. Stringi la mano di Colui che scende fino a te” (Enarr. in Ps. 95,7: PL 36, 1233) e dice questo non solo a Pietro, ma lo dice anche a noi. Pietro cammina sulle acque non per la propria forza, ma per la grazia divina, in cui crede, e quando viene sopraffatto dal dubbio, quando non fissa più lo sguardo su Gesù, ma ha paura del vento, quando non si fida pienamente della parola del Maestro, vuol dire che si sta interiormente allontanando da Lui ed è allora che rischia di affondare nel mare della vita, e così anche per noi: se guardiamo solo a noi stessi, diventiamo dipendenti dai venti e non possiamo più passare sulle tempeste, sulle acque della vita. Il grande pensatore Romano Guardini scrive che il Signore “è sempre vicino, essendo alla radice del nostro essere. Tuttavia, dobbiamo sperimentare il nostro rapporto con Dio tra i poli della lontananza e della vicinanza. Dalla vicinanza siamo fortificati, dalla lontananza messi alla prova” (Accettare se stessi, Brescia 1992, 71). (Benedetto XVI - Angelus, 7 agosto 2011)

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Preghiera411
8 hours fa
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Gesù, concedi perseveranza a coloro che attendono i risultati degli esami, il trattamento o una guarigione a lungo desiderata.
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Preghiera300
1 day fa
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Gesù, ispiraci a usare i nostri talenti per il bene comune e la gloria di Dio.
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Preghiera696
2 days fa
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Gesù, concedi perseveranza a coloro che attendono i risultati degli esami, il trattamento o una guarigione a lungo desiderata.
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Preghiera105
3 days fa
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Gesù, aiuta le società a difendere i nascituri, a prendersi cura degli anziani e ad onorare la sacralità di ogni vita umana.
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Preghiera724
4 days fa
💬 Altro
Padre, tienici fedeli nei piccoli compiti e fiduciosi nelle responsabilità che ci sono affidate.

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