Letture cattoliche del 4 agosto 2026: Vangelo e meditazione
Le letture della Messa del 4 agosto 2026 raccolgono Scrittura, Vangelo e meditazione in un percorso di ascolto. Leggi con calma e lascia che il Vangelo orienti le scelte e la preghiera.
Celebrazione liturgica: Martedì, XVIII settimana del Tempo Ordinario
Riferimento del Vangelo: 14,22-36
Colore liturgico: Verde
Questo spazio aiuta a seguire le letture bibliche cattoliche, approfondire la liturgia e vivere il Vangelo nel quotidiano.
«Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque»
Vangelo
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!».
Riunita la folla, Gesù disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!».
Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?».
Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».
Prima lettura
Dal libro del profeta Geremìa
Parola rivolta a Geremia da parte del Signore:
«Così dice il Signore, Dio d’Israele: Scriviti in un libro tutte le cose che ti ho detto.
Così dice il Signore:
La tua ferita è incurabile,
la tua piaga è molto grave.
Nessuno ti fa giustizia;
per un’ulcera vi sono rimedi,
ma non c’è guarigione per te.
Ti hanno dimenticato tutti i tuoi amanti,
non ti cercano più;
poiché ti ho colpito come colpisce un nemico,
con un castigo spietato,
per la tua grande iniquità,
perché sono cresciuti i tuoi peccati.
Perché gridi per la tua ferita?
Incurabile è la tua piaga.
Ti ho trattato così
per la tua grande iniquità,
perché sono cresciuti i tuoi peccati.
Così dice il Signore:
Ecco, cambierò la sorte delle tende di Giacobbe
e avrò compassione delle sue dimore.
Sulle sue rovine sarà ricostruita la città
e il palazzo sorgerà al suo giusto posto.
Vi risuoneranno inni di lode,
voci di gente in festa.
Li farò crescere e non diminuiranno,
li onorerò e non saranno disprezzati;
i loro figli saranno come un tempo,
la loro assemblea sarà stabile dinanzi a me,
mentre punirò tutti i loro oppressori.
Avranno come capo uno di loro,
un sovrano uscito dal loro popolo;
io lo farò avvicinare a me ed egli si accosterà.
Altrimenti chi rischierebbe la vita
per avvicinarsi a me?
Oracolo del Signore.
Voi sarete il mio popolo
e io sarò il vostro Dio».
📜 Salmo responsoriale
R/. Il Signore ha ricostruito Sion ed è apparso in tutto il suo splendore.
Le genti temeranno il nome del Signore e tutti i re della terra la tua gloria, quando il Signore avrà ricostruito Sion e sarà apparso in tutto il suo splendore. Egli si volge alla preghiera dei derelitti, non disprezza la loro preghiera.
Questo si scriva per la generazione futura e un popolo, da lui creato, darà lode al Signore: «Il Signore si è affacciato dall’alto del suo santuario, dal cielo ha guardato la terra, per ascoltare il sospiro del prigioniero, per liberare i condannati a morte.
I figli dei tuoi servi avranno una dimora, la loro stirpe vivrà sicura alla tua presenza. Perché si proclami in Sion il nome del Signore e la sua lode in Gerusalemme, quando si raduneranno insieme i popoli e i regni per servire il Signore.
Alleluia, alleluia. Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele! Alleluia.
Riflessione
I discepoli attraversano il lago mentre Gesù è solo sul monte in preghiera. La barca fatica, il vento è contrario, e la sua assenza pesa. Proprio in questa notte il Signore si avvicina camminando sulle acque. La prima reazione è la paura, perché gli occhi non sanno riconoscere subito la sua presenza. Ma Gesù parla, e la sua parola scioglie il terrore: invita a non temere e a fidarsi di Lui.
Pietro risponde con una fede ancora fragile ma vera. Non chiede semplicemente un prodigio; domanda di venire verso Gesù se è davvero Lui a chiamarlo. La fede, infatti, non consiste nel cercare esperienze straordinarie per sé, ma nell'obbedire alla parola del Signore. Finché guarda Cristo, Pietro cammina; quando si lascia dominare dal vento, affonda. Anche il suo grido diventa preghiera, e Gesù lo prende per mano. La debolezza non è l'ultima parola quando è consegnata a Lui. La sua caduta non cancella il cammino iniziato, ma lo rende più umile.
La scena conduce alla confessione dei discepoli: Gesù è veramente il Figlio di Dio. La preghiera ha questo centro: non un dialogo chiuso nel nostro io, ma l'accesso al Padre attraverso Cristo. Nelle tempeste personali ed ecclesiali possiamo riconoscere la barca in difficoltà e la voce del Signore che si fa vicina. Non sempre toglie subito il vento, ma ci chiama a fissare lo sguardo su di Lui. La fede cresce quando la paura diventa invocazione e quando lasciamo che la mano di Cristo ci rialzi. Allora anche la notte può diventare luogo di riconoscimento e adorazione.
«La preghiera è conversazione e dialogo con Dio: rassicurazione delle cose auspicate, uguaglianza di status e di onore con gli angeli, emendamento dei peccati, rimedio ai mali, garanzia del bene futuro.» (San Gregorio di Nissa)
«Cos'è la preghiera? Si pensa comunemente che sia una conversazione. In una conversazione c'è sempre un "io" e un "tu". In questo caso un " Tu " con la T maiuscola. Più importante è il Tu, perché la nostra preghiera parte dall'iniziativa di Dio» (San Giovanni Paolo II)
«Non c'è altra via di preghiera cristiana che Cristo. Che sia comunitaria o individuale, vocale o interiore, la nostra preghiera ha accesso al Padre solo se noi preghiamo “nel Nome” di Gesù (…)» (Catechismo della Chiesa Cattolica, nº 2.664)
La purezza – dice Gesù – non è legata a riti esterni, ma prima di tutto a disposizioni interiori. Per essere puri, perciò, non serve lavarsi più volte le mani, se poi si nutrono dentro il cuore sentimenti malvagi come avidità, invidia o superbia, oppure propositi cattivi come inganni, furti, tradimenti e calunnie (…). Gesù attira l’attenzione per mettere in guardia dal ritualismo, che non fa crescere nel bene, anzi, a volte può portare a trascurare, o addirittura a giustificare, in sé e negli altri, scelte e atteggiamenti contrari alla carità, che feriscono l’anima e chiudono il cuore. (…) Questa è una doppia vita e non si può. E questo è quello che facevano i farisei. La purità esterna senza gli atteggiamenti buoni, atteggiamenti misericordiosi con gli altri. O, ancora, non si può essere apparentemente molto corretti con tutti, magari fare anche un po’ di volontariato e qualche gesto filantropico, ma poi dentro coltivare odio verso gli altri, disprezzare i poveri e gli ultimi o comportarsi in modo disonesto nel proprio lavoro. Facendo così si riduce il rapporto con Dio ai gesti esteriori, e dentro si rimane impermeabili all’azione purificatrice della sua grazia, indugiando in pensieri, messaggi e comportamenti privi di amore. Noi siamo fatti per un’altra cosa. (Francesco - Angelus, 1° settembre 2024)
Preghiere quotidiane
Incontri di preghiera e devozioni quotidiane