Vangelo di Oggi Lunedi, 2/11/2026
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Letture cattoliche del 12 agosto 2026: Vangelo e meditazione

Le letture della Messa del 12 agosto 2026 raccolgono Scrittura, Vangelo e meditazione in un percorso di ascolto. Leggi con calma e lascia che il Vangelo orienti le scelte e la preghiera.

Celebrazione liturgica: Mercoledì, XIX settimana del Tempo Ordinario

Riferimento del Vangelo: 18,15-20

Colore liturgico: Verde

Questo spazio aiuta a seguire le letture bibliche cattoliche, approfondire la liturgia e vivere il Vangelo nel quotidiano.

Mercoledi Ordinary Time
12
Agosto 2026
Colore liturgico verde
Mercoledì, XIX settimana del Tempo Ordinario
Feria
❝ Alleluia, alleluia. Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo, affidando a noi la parola della riconciliazione. Alleluia.
Prima lettura Vangelo Alleluia
📖
Tempo Ordinario Mercoledì, XIX settimana del Tempo Ordinario
🟢 Paramenti verdi
100%
Versetto del Vangelo di oggi
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo (...) Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro»

Vangelo

Mt 18,15-20

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.

In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.

In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Prima lettura

Ez 9,1-7; 10,18-22

Dal libro del profeta Ezechièle
Una voce potente gridò ai miei orecchi: «Avvicinatevi, voi che dovete punire la città, ognuno con lo strumento di sterminio in mano». Ecco sei uomini giungere dalla direzione della porta superiore che guarda a settentrione, ciascuno con lo strumento di sterminio in mano. In mezzo a loro c’era un altro uomo, vestito di lino, con una borsa da scriba al fianco. Appena giunti, si fermarono accanto all’altare di bronzo.

La gloria del Dio d’Israele, dal cherubino sul quale si posava, si alzò verso la soglia del tempio e chiamò l’uomo vestito di lino che aveva al fianco la borsa da scriba. Il Signore gli disse: «Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme, e segna un tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti gli abomini che vi si compiono». Agli altri disse, in modo che io sentissi: «Seguitelo attraverso la città e colpite! Il vostro occhio non abbia pietà, non abbiate compassione. Vecchi, giovani, ragazze, bambini e donne, ammazzate fino allo sterminio: non toccate, però, chi abbia il tau in fronte.

Cominciate dal mio santuario!». Incominciarono dagli anziani che erano davanti al tempio. Disse loro: «Profanate pure il tempio, riempite di cadaveri i cortili. Uscite!». Quelli uscirono e fecero strage nella città.

La gloria del Signore uscì dalla soglia del tempio e si fermò sui cherubini. I cherubini spiegarono le ali e si sollevarono da terra sotto i miei occhi; anche le ruote si alzarono con loro e si fermarono all’ingresso della porta orientale del tempio del Signore, mentre la gloria del Dio d’Israele era in alto su di loro. Erano i medesimi esseri che io avevo visto sotto il Dio d’Israele lungo il fiume Chebar e riconobbi che erano cherubini. Ciascuno aveva quattro aspetti e ciascuno quattro ali e qualcosa simile a mani d’uomo sotto le ali. Il loro aspetto era il medesimo che avevo visto lungo il fiume Chebar. Ciascuno di loro avanzava diritto davanti a sé.

📜 Salmo responsoriale

R/. Più alta dei cieli è la gloria del Signore.

Lodate, servi del Signore, lodate il nome del Signore. Sia benedetto il nome del Signore, da ora e per sempre.

Dal sorgere del sole al suo tramonto sia lodato il nome del Signore. Su tutte le genti eccelso è il Signore, più alta dei cieli è la sua gloria.

Chi è come il Signore, nostro Dio, che siede nell’alto e si china a guardare sui cieli e sulla terra?

2Cor 5,19

Alleluia, alleluia. Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo, affidando a noi la parola della riconciliazione. Alleluia.

Riflessione

Il Vangelo indica una via concreta per vivere la comunione quando un fratello sbaglia. La correzione nasce dalla carità, non dal desiderio di prevalere: prima si cerca l’incontro discreto, personale, capace di aprire uno spazio di verità. Se non basta, si coinvolgono altri, e nei casi più gravi la comunità è chiamata a prendere sul serio il male che ferisce. Tacere per comodità può sembrare mansuetudine, ma non sempre è amore; a volte è solo paura di esporsi.

Accanto alla correzione, Gesù affida alla Chiesa il ministero del perdono e della riconciliazione. Solo Dio cancella il peccato in profondità, e la Chiesa serve questa misericordia legando e sciogliendo secondo il dono ricevuto. Per questo la fede cristiana non è mai soltanto un gesto privato: vive nel noi della comunità, nella preghiera condivisa, nei sacramenti, nell’Eucaristia che rende presente il Signore. Dove alcuni si raccolgono nel nome di Gesù, egli è realmente in mezzo a loro; questa promessa sostiene il coraggio, la speranza e la pace interiore. Anche nel silenzio della preghiera, la sua presenza educa l’anima ad ascoltare e a lasciarsi convertire.

La comunità cristiana, allora, non è un insieme di individui che si ignorano, ma un corpo chiamato a cercare il bene dell’altro. La franchezza, quando è umile, può diventare servizio; la preghiera comune impedisce che la correzione si trasformi in giudizio sterile. Così la verità resta unita alla misericordia, e la misericordia non diventa indifferenza davanti al peccato, ma conduce verso una pace più vera, umile e condivisa nella Chiesa di Cristo.


  • «Nel silenzio Lui ci ascolta; nel silenzio parla all'anima e nel silenzio ascoltiamo la sua voce» (Santa Teresa di Calcutta)

  • «La fede non è solo una scelta individuale. Per sua stessa natura è aperto a “noi”, si realizza sempre nella comunione della Chiesa» (Francesco)

  • «Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi» (Rm 8,34), è presente in molti modi alla sua Chiesaa, «dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro» (Mt 18,20), nei poveri, nei malati, nei prigionieri, nei sacramenti di cui Egli è l'autore (...)» (Catechismo della Chiesa Cattolica , nº 1.373 )


Il testo del Vangelo, tratto dal capitolo 18° di Matteo, dedicato alla vita della comunità cristiana, ci dice che l’amore fraterno comporta anche un senso di responsabilità reciproca, per cui, se il mio fratello commette una colpa contro di me, io devo usare carità verso di lui e, prima di tutto, parlargli personalmente, facendogli presente che ciò che ha detto o fatto non è buono. Questo modo di agire si chiama correzione fraterna: essa non è una reazione all’offesa subita, ma è mossa dall’amore per il fratello. (…). Un altro frutto della carità nella comunità è la preghiera concorde. Dice Gesù: “Se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt 18,19-20). La preghiera personale è certamente importante, anzi, indispensabile, ma il Signore assicura la sua presenza alla comunità che – pur se molto piccola – è unita e unanime, perché essa riflette la realtà stessa di Dio Uno e Trino, perfetta comunione d’amore. Dice Origene che “dobbiamo esercitarci in questa sinfonia” (Commento al Vangelo di Matteo 14, 1), cioè in questa concordia all’interno della comunità cristiana. Dobbiamo esercitarci sia nella correzione fraterna, che richiede molta umiltà e semplicità di cuore, sia nella preghiera, perché salga a Dio da una comunità veramente unita in Cristo. (Benedetto XVI - Angelus, 4 settembre 2011)

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Preghiera411
9 hours fa
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Gesù, ispiraci a usare i nostri talenti per il bene comune e la gloria di Dio.
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Gesù, concedi perseveranza a coloro che attendono i risultati degli esami, il trattamento o una guarigione a lungo desiderata.
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3 days fa
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Gesù, aiuta le società a difendere i nascituri, a prendersi cura degli anziani e ad onorare la sacralità di ogni vita umana.
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Preghiera724
4 days fa
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Padre, tienici fedeli nei piccoli compiti e fiduciosi nelle responsabilità che ci sono affidate.

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