Vangelo di Oggi Lunedi, 2/11/2026
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Letture cattoliche del 24 agosto 2026: Vangelo e meditazione

Le letture della Messa del 24 agosto 2026 raccolgono Scrittura, Vangelo e meditazione in un percorso di ascolto. Leggi con calma e lascia che il Vangelo orienti le scelte e la preghiera.

Celebrazione liturgica: 24 agosto: San Bartolomeo, apostolo

Riferimento del Vangelo: 1,45-51

Colore liturgico: Rosso

Questo spazio aiuta a seguire le letture bibliche cattoliche, approfondire la liturgia e vivere il Vangelo nel quotidiano.

Lunedi Ordinary Time
24
Agosto 2026
Colore liturgico rosso
24 agosto: San Bartolomeo, apostolo
Festa
❝ Alleluia, alleluia. Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele! Alleluia.
Prima lettura Vangelo Alleluia
📖
Tempo Ordinario 24 agosto: San Bartolomeo, apostolo
🔴 Paramenti rossi
100%
Versetto del Vangelo di oggi
«Vieni e vedi»

Vangelo

Gv 1,45-51

Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».

Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».

Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

Prima lettura

Ap 21,9-14

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Uno dei sette angeli mi parlò e disse: «Vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello».

L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino.

È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte.

Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.

📜 Salmo responsoriale

R/. I tuoi santi, Signore, dicono la gloria del tuo regno.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere e ti benedicano i tuoi fedeli. Dicano la gloria del tuo regno e parlino della tua potenza.

Per far conoscere agli uomini le tue imprese e la splendida gloria del tuo regno. Il tuo regno è un regno eterno, il tuo dominio si estende per tutte le generazioni.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie e buono in tutte le sue opere. Il Signore è vicino a chiunque lo invoca, a quanti lo invocano con sincerità.

Gv 1,49

Alleluia, alleluia. Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele! Alleluia.

Riflessione

Nella festa di san Bartolomeo, il Vangelo racconta l’incontro di Natanaele con Gesù attraverso l’amicizia di Filippo. Filippo ha trovato colui che era atteso e lo comunica con entusiasmo, ma riceve una risposta scettica. Non entra in una discussione lunga; offre un invito semplice: vieni e vedi. La fede spesso comincia così, non da spiegazioni complete, ma da una testimonianza vicina che apre un cammino verso il Signore. Un amico può diventare strumento discreto della chiamata di Dio.

Quando Natanaele arriva, scopre di non essere uno sconosciuto per Gesù. Il Signore lo ha visto prima ancora che Filippo lo chiamasse, sotto il fico, in quel luogo personale che il Vangelo lascia intravedere senza spiegare del tutto. Questa conoscenza amorosa precede ogni nostra ricerca. Dio guarda ciascuno nel segreto, nei momenti di riposo, pensiero, solitudine e desiderio. Per accorgercene, però, spesso abbiamo bisogno di una voce esterna, di un amico che ci conduca a Cristo senza forzare. Così l’apparente casualità diventa parte di una preparazione più profonda, custodita dallo sguardo del Signore.

Natanaele insegna anche ad andare al Signore con verità. Il suo scetticismo non impedisce l’incontro, perché accetta di muoversi e vedere. Davanti a Dio non serve truccarsi né costruire una facciata religiosa. Possiamo presentarci con la nostra povertà e lasciarci riconoscere. Oggi chiediamo di essere, per qualcuno, come Filippo: una presenza semplice che invita a cercare Cristo, incontrarlo e amarlo. Da questo incontro nasce la gioia di seguire il Signore e di riconoscere la sua voce anche oggi nella fede.


  • «’Vieni e vedi’. A questo invito Natanaele, abbandonando il fico della legge, la cui ombra gli impediva di ricevere la luce, si avvicinò a colui che asciugò le foglie del fico, del fico sterile. Per questo motivo la Parola rese testimonianza di lui, dicendo che era un vero israelita» (San Gregorio di Nisa)

  • «Come dobbiamo andare al Signore? Così, con la nostra verità peccaminosa? Con fiducia, anche con gioia, senza truccarsi. Non dobbiamo mai truccarci davanti a Dio. Dobbiamo andare con la verità» (Francesco)

  • «Gli angeli sono creature spirituali che incessantemente glorificano Dio e servono i suoi disegni salvifici nei confronti delle altre creature: ‘Ad omnia bona nostra cooperantur angeli’ (‘Gli angeli cooperano ad ogni nostro bene’)» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 350)


Natanaele, nella scena di vocazione raccontata dal Vangelo di Giovanni, è posto accanto a Filippo, cioè nel posto che ha Bartolomeo nelle liste degli Apostoli riportate dagli altri Vangeli. A questo Natanaele, Filippo aveva comunicato di aver trovato "colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti: Gesù, figlio di Giuseppe, da Nazaret" (Gv 1, 45). Come sappiamo, Natanaele gli oppose un pregiudizio piuttosto pesante: "Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?" (Gv 1, 46a). Questa sorta di contestazione è, a suo modo, importante per noi. Essa, infatti, ci fa vedere che, secondo le attese giudaiche, il Messia non poteva provenire da un villaggio tanto oscuro come era appunto Nazaret (vedi anche Gv 7, 42). Al tempo stesso, però, pone in evidenza la libertà di Dio, che sorprende le nostre attese facendosi trovare proprio là dove non ce lo aspetteremmo. (…) Un'altra riflessione ci suggerisce la vicenda di Natanaele: nel nostro rapporto con Gesù non dobbiamo accontentarci delle sole parole. Filippo, nella sua replica, fa a Natanaele un invito significativo: "Vieni e vedi!" (Gv 1, 46b). La nostra conoscenza di Gesù ha bisogno soprattutto di un'esperienza viva: la testimonianza altrui è certamente importante, poiché di norma tutta la nostra vita cristiana comincia con l'annuncio che giunge fino a noi ad opera di uno o più testimoni. Ma poi dobbiamo essere noi stessi a venir coinvolti personalmente in una relazione intima e profonda con Gesù. (Benedetto XVI - Udienza generale, 4 ottobre 2006)

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