Vangelo di Oggi Lunedi, 2/11/2026
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Letture cattoliche del 28 agosto 2026: Vangelo e meditazione

Le letture della Messa del 28 agosto 2026 raccolgono Scrittura, Vangelo e meditazione in un percorso di ascolto. Leggi con calma e lascia che il Vangelo orienti le scelte e la preghiera.

Celebrazione liturgica: Venerdì, XXI settimana del Tempo Ordinario

Riferimento del Vangelo: 25,1-13

Colore liturgico: Verde

Questo spazio aiuta a seguire le letture bibliche cattoliche, approfondire la liturgia e vivere il Vangelo nel quotidiano.

Venerdi Ordinary Time
28
Agosto 2026
Colore liturgico verde
Venerdì, XXI settimana del Tempo Ordinario
Memoria
❝ Alleluia, alleluia. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di comparire davanti al Figlio dell’uomo. Alleluia.
Prima lettura Vangelo Alleluia
📖
Tempo Ordinario Venerdì, XXI settimana del Tempo Ordinario
🟢 Paramenti verdi
100%
Versetto del Vangelo di oggi
«In verità io vi dico: non vi conosco»

Vangelo

Mt 25,1-13

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.

A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.

Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.

Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Prima lettura

1Cor 1,17-25

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo.

La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che si perdono, ma per quelli che si salvano, ossia per noi, è potenza di Dio. Sta scritto infatti:
«Distruggerò la sapienza dei sapienti
e annullerò l’intelligenza degli intelligenti».

Dov’è il sapiente? Dov’è il dotto? Dov’è il sottile ragionatore di questo mondo? Dio non ha forse dimostrato stolta la sapienza del mondo? Poiché infatti, nel disegno sapiente di Dio, il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio salvare i credenti con la stoltezza della predicazione.

Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio. Infatti ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.

📜 Salmo responsoriale

R/. Dell’amore del Signore è piena la terra.

Esultate, o giusti, nel Signore; per gli uomini retti è bella la lode. Lodate il Signore con la cetra, con l’arpa a dieci corde a lui cantate.

Retta è la parola del Signore e fedele ogni sua opera. Egli ama la giustizia e il diritto; dell’amore del Signore è piena la terra.

Il Signore annulla i disegni delle nazioni, rende vani i progetti dei popoli. Ma il disegno del Signore sussiste per sempre, i progetti del suo cuore per tutte le generazioni.

Lc 21,36

Alleluia, alleluia. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di comparire davanti al Figlio dell’uomo. Alleluia.

Riflessione

La parabola delle vergini prudenti e stolte parla di un incontro che non può essere improvvisato. Lo Sposo arriva quando nessuno lo domina con i propri calcoli, e per questo Gesù conclude invitando a vegliare. L'olio delle lampade richiama una risposta personale: fede, speranza e carità vissute con perseveranza. Nessuno può amare Dio al posto nostro, nessuno può prestare all'ultimo momento una relazione che non abbiamo coltivato. La vigilanza non è ansia davanti alla morte, ma responsabilità filiale. Ogni giorno ci è dato per conoscere il Signore, trattarlo nella preghiera, servirlo nelle occupazioni e rispondere al suo amore con libertà. La porta aperta della festa domanda una lampada preparata, non una fretta tardiva.

Le vergini stolte ci avvertono contro il rinvio. È facile pensare che ci sarà sempre un domani per convertirsi, per pregare meglio, per accendere la lampada del cuore. Il Vangelo, invece, rende serio il presente: oggi possiamo amare, oggi possiamo chiedere perdono, oggi possiamo vivere come amici dello Sposo. La vita cristiana non consiste nell'attendere passivamente, ma nell'agire con una fedeltà concreta. Purificare la propria interiorità, come suggerisce la sapienza dei santi, significa domandarsi dove stiamo andando e se la vita che conduciamo è davvero orientata a Cristo. Egli deve occupare il primo posto su ogni legame e su ogni progetto, non per impoverire l'esistenza, ma per ordinarla alla pienezza. Chiediamo la grazia di non restare fuori per trascuratezza, ma di essere riconosciuti dal Signore come persone che lo hanno cercato e amato nel tempo. Così l'attesa diventa amicizia reale, paziente, nutrita giorno dopo giorno dalla grazia.


  • «Anima mia, hai un compito, un gran compito, se vuoi. Scruta seriamente la tua interiorità, il tuo essere, il tuo destino, da dove vieni e dove vai; cerca di capire se è vita quella che vivi o se c'è qualcosa di meglio. Perciò, purifica la tua vita» (San Gregorio Nazianzeno)

  • «Per il cristiano non è sufficiente aspettare, deve “agire”» (Benedetto XVI)

  • «Cristo è il centro di ogni vita cristiana. Il legame con Lui occupa il primo posto rispetto a tutti gli altri legami, familiari o sociali. Fin dall'inizio della Chiesa, ci sono stati uomini e donne che hanno rinunciato al grande bene del matrimonio per seguire l'Agnello dovunque vada (…), per andare incontro allo Sposo che viene (…)» (Catechismo della Chiesa Cattolica, nº 1.618)


Il Vangelo di oggi è una celebre parabola, che parla di dieci ragazze invitate ad una festa di nozze, simbolo del Regno dei cieli, della vita eterna (Mt 25,1-13). E’ un’immagine felice, con cui però Gesù insegna una verità che ci mette in discussione; infatti, di quelle dieci ragazze: cinque entrano alla festa, perché, all’arrivo dello sposo, hanno l’olio per accendere le loro lampade; mentre le altre cinque rimangono fuori, perché, stolte, non hanno portato l’olio. Che cosa rappresenta questo «olio», indispensabile per essere ammessi al banchetto nuziale? Sant’Agostino (cfr Discorsi 93, 4) e altri antichi autori vi leggono un simbolo dell’amore, che non si può comprare, ma si riceve come dono, si conserva nell’intimo e si pratica nelle opere. Vera sapienza è approfittare della vita mortale per compiere opere di misericordia, perché, dopo la morte, ciò non sarà più possibile. Quando saremo risvegliati per l’ultimo giudizio, questo avverrà sulla base dell’amore praticato nella vita terrena (cfr Mt 25,31-46). E questo amore è dono di Cristo, effuso in noi dallo Spirito Santo. Chi crede in Dio-Amore porta in sé una speranza invincibile, come una lampada con cui attraversare la notte oltre la morte, e giungere alla grande festa della vita. (Benedetto XVI - Angelus, 6 novembre 2011)

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Preghiera411
8 hours fa
💬 Altro
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Gesù, concedi perseveranza a coloro che attendono i risultati degli esami, il trattamento o una guarigione a lungo desiderata.
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Gesù, aiuta le società a difendere i nascituri, a prendersi cura degli anziani e ad onorare la sacralità di ogni vita umana.
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Preghiera724
4 days fa
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Padre, tienici fedeli nei piccoli compiti e fiduciosi nelle responsabilità che ci sono affidate.

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