Vangelo di Oggi Lunedi, 2/11/2026
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Letture cattoliche del 23 novembre 2026: Vangelo e meditazione

Le letture della Messa del 23 novembre 2026 raccolgono Scrittura, Vangelo e meditazione in un percorso di ascolto. Leggi con calma e lascia che il Vangelo orienti le scelte e la preghiera.

Celebrazione liturgica: Lunedì, XXXIV settimana del Tempo Ordinario

Riferimento del Vangelo: 21,1-4

Colore liturgico: Verde

Questo spazio aiuta a seguire le letture bibliche cattoliche, approfondire la liturgia e vivere il Vangelo nel quotidiano.

Lunedi Ordinary Time
23
Novembre 2026
Colore liturgico verde
Lunedì, XXXIV settimana del Tempo Ordinario
Feria
❝ Alleluia, alleluia. Vegliate e tenetevi pronti, perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo. Alleluia.
Prima lettura Vangelo Alleluia
🟢 Paramenti verdi
100%
Versetto del Vangelo di oggi
«Nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere»

Vangelo

Lc 21,1-4

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».

Prima lettura

Ap 14,1-3.4b-5

Io, Giovanni, vidi: ecco l’Agnello in piedi sul monte Sion, e insieme a lui centoquarantaquattromila persone, che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo. E udii una voce che veniva dal cielo, come un fragore di grandi acque e come un rimbombo di forte tuono. La voce che udii era come quella di suonatori di cetra che si accompagnano nel canto con le loro cetre. Essi cantano come un canto nuovo davanti al trono e davanti ai quattro esseri viventi e agli anziani. E nessuno poteva comprendere quel canto se non i centoquarantaquattromila, i redenti della terra. Essi sono coloro che seguono l’Agnello dovunque vada. Questi sono stati redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l’Agnello. Non fu trovata menzogna sulla loro bocca: sono senza macchia.

📜 Salmo responsoriale

R/. Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore.

Del Signore è la terra e quanto contiene: il mondo, con i suoi abitanti. È lui che l’ha fondato sui mari e sui fiumi l’ha stabilito.

Chi potrà salire il monte del Signore? Chi potrà stare nel suo luogo santo? Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non si rivolge agli idoli.

Egli otterrà benedizione dal Signore, giustizia da Dio sua salvezza. Ecco la generazione che lo cerca, che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

Mt 24,42a.44

Alleluia, alleluia. Vegliate e tenetevi pronti, perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo. Alleluia.

Riflessione

Gesù vede ciò che quasi nessuno nota: una vedova povera getta nel tesoro del tempio due piccole monete. Attorno a lei ci sono offerte più grandi e forse più appariscenti, ma lo sguardo del Signore non si ferma alla quantità. Egli guarda il cuore, l’intenzione, la misura del dono rispetto alla vita di chi dona. Per questo afferma che quella donna ha dato più di tutti. Le piccole cose, quando sono sincere, possono sostenere l’edificio nascosto della santità.

Il suo gesto è piccolo soltanto agli occhi degli uomini. Davanti a Dio è grande, perché nasce dalla fiducia e coinvolge tutta la sua esistenza. I ricchi danno del superfluo; la vedova, nella sua miseria, offre ciò che aveva per vivere. Non cerca applausi, non fa annunciare il suo sacrificio, forse passa persino inosservata o si sente inadeguata. Ma proprio le opere nascoste, quando sono fatte con amore, hanno una purezza speciale: non cercano gloria umana, ma riposano nello sguardo del Padre.

Questo Vangelo educa la nostra generosità. Possiamo dare molte cose e tuttavia trattenere noi stessi; possiamo compiere gesti religiosi senza amore, lasciando intatto il cuore. La vedova ci insegna che la santità cresce anche nelle piccole offerte quotidiane: una preghiera, una rinuncia, un servizio, una moneta data senza calcolo. Non è importante contare ciò che diamo, ma consegnarlo con libertà e amore sincero. Chi ha Dio nell’anima possiede più dell’oro nella cassaforte. E quando siamo generosi con il Signore, scopriamo che la sua generosità ci precede e ci supera sempre.


Gesù vede ciò che quasi nessuno nota: una vedova povera getta nel tesoro del tempio due piccole monete. Attorno a lei ci sono offerte più grandi e forse più appariscenti, ma lo sguardo del Signore non si ferma alla quantità. Egli guarda il cuore, l’intenzione, la misura del dono rispetto alla vita di chi dona. Per questo afferma che quella donna ha dato più di tutti. Le piccole cose, quando sono sincere, possono sostenere l’edificio nascosto della santità.

Il suo gesto è piccolo soltanto agli occhi degli uomini. Davanti a Dio è grande, perché nasce dalla fiducia e coinvolge tutta la sua esistenza. I ricchi danno del superfluo; la vedova, nella sua miseria, offre ciò che aveva per vivere. Non cerca applausi, non fa annunciare il suo sacrificio, forse passa persino inosservata o si sente inadeguata. Ma proprio le opere nascoste, quando sono fatte con amore, hanno una purezza speciale: non cercano gloria umana, ma riposano nello sguardo del Padre.

Questo Vangelo educa la nostra generosità. Possiamo dare molte cose e tuttavia trattenere noi stessi; possiamo compiere gesti religiosi senza amore, lasciando intatto il cuore. La vedova ci insegna che la santità cresce anche nelle piccole offerte quotidiane: una preghiera, una rinuncia, un servizio, una moneta data senza calcolo. Non è importante contare ciò che diamo, ma consegnarlo con libertà e amore sincero. Chi ha Dio nell’anima possiede più dell’oro nella cassaforte. E quando siamo generosi con il Signore, scopriamo che la sua generosità ci precede e ci supera sempre.


  • «Non contate mai le monete che date, perché io sempre ripeto: se quando fai l’offerta la tua mano sinistra non deve sapere ciò che fa la mano destra, nemmeno la destra deve saperlo» (San Giuseppe Benito Cottolengo)

  • «La Scrittura, che ci invita a considerare l’elemosina con uno sguardo più profondo, che trascende la dimensione prettamente materiale, ci insegna che c’è più gioia nel dare che nel ricevere» (Benedetto XVI)

  • «Il decimo comandamento proibisce la sfrenata cupidigia, generata dalla brama smodata delle ricchezze e del potere insito in esse» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2552)

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9 hours fa
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Gesù, concedi perseveranza a coloro che attendono i risultati degli esami, il trattamento o una guarigione a lungo desiderata.
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Gesù, ispiraci a usare i nostri talenti per il bene comune e la gloria di Dio.
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Gesù, concedi perseveranza a coloro che attendono i risultati degli esami, il trattamento o una guarigione a lungo desiderata.
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Preghiera105
3 days fa
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Gesù, aiuta le società a difendere i nascituri, a prendersi cura degli anziani e ad onorare la sacralità di ogni vita umana.
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Preghiera724
4 days fa
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Padre, tienici fedeli nei piccoli compiti e fiduciosi nelle responsabilità che ci sono affidate.

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