Vangelo di Oggi Lunedi, 2/11/2026
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Letture cattoliche del 26 novembre 2026: Vangelo e meditazione

Le letture della Messa del 26 novembre 2026 raccolgono Scrittura, Vangelo e meditazione in un percorso di ascolto. Leggi con calma e lascia che il Vangelo orienti le scelte e la preghiera.

Celebrazione liturgica: Giovedì, XXXIV settimana del Tempo Ordinario

Riferimento del Vangelo: 21,20-28

Colore liturgico: Verde

Questo spazio aiuta a seguire le letture bibliche cattoliche, approfondire la liturgia e vivere il Vangelo nel quotidiano.

Giovedi Ordinary Time
26
Novembre 2026
Colore liturgico verde
Giovedì, XXXIV settimana del Tempo Ordinario
Feria
❝ Alleluia, alleluia. Risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. Alleluia.
Prima lettura Vangelo Alleluia
🟢 Paramenti verdi
100%
Versetto del Vangelo di oggi
«Risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina»

Vangelo

Lc 21,20-28

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia.

»In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti. Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

Prima lettura

Ap 18,1-2.21-23; 19,1-3.9a

Io, Giovanni, vidi un altro angelo discendere dal cielo con grande potere, e la terra fu illuminata dal suo splendore. Gridò a gran voce: «È caduta, è caduta Babilonia la grande, ed è diventata covo di demòni, rifugio di ogni spirito impuro, rifugio di ogni uccello impuro e rifugio di ogni bestia impura e orrenda». Un angelo possente prese allora una pietra, grande come una màcina, e la gettò nel mare esclamando: «Con questa violenza sarà distrutta Babilonia, la grande città, e nessuno più la troverà. Il suono dei musicisti, dei suonatori di cetra, di flauto e di tromba, non si udrà più in te; ogni artigiano di qualsiasi mestiere non si troverà più in te; il rumore della macina non si udrà più in te; la luce della lampada non brillerà più in te; la voce dello sposo e della sposa non si udrà più in te. Perché i tuoi mercanti erano i grandi della terra e tutte le nazioni dalle tue droghe furono sedotte».

Dopo questo, udii come una voce potente di folla immensa nel cielo che diceva: «Alleluia! Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio, perché veri e giusti sono i suoi giudizi. Egli ha condannato la grande prostituta che corrompeva la terra con la sua prostituzione, vendicando su di lei il sangue dei suoi servi!». E per la seconda volta dissero: «Alleluia! Il suo fumo sale nei secoli dei secoli!». Allora l’angelo mi disse: «Scrivi: Beati gli invitati al banchetto di nozze dell’Agnello!».

📜 Salmo responsoriale

R/. Beati gli invitati al banchetto di nozze dell’Agnello!

Acclamate il Signore, voi tutti della terra, servite il Signore nella gioia, presentatevi a lui con esultanza.

Riconoscete che solo il Signore è Dio: egli ci ha fatti e noi siamo suoi, suo popolo e gregge del suo pascolo.

Varcate le sue porte con inni di grazie, i suoi atri con canti di lode, lodatelo, benedite il suo nome.

Perché buono è il Signore, il suo amore è per sempre, la sua fedeltà di generazione in generazione.

Lc 21,28

Alleluia, alleluia. Risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. Alleluia.

Riflessione

Le immagini del Vangelo possono impressionare: popoli nell'angoscia, paura davanti a ciò che accade sulla terra, potenze scosse. Gesù però non consegna ai suoi discepoli un messaggio di panico. Proprio mentre descrive eventi drammatici, dice di risollevarsi e alzare il capo, perché la liberazione è vicina. Il centro della parola non è la paura della fine, ma la speranza cristiana della venuta del Figlio dell'uomo. La Parusia non è una minaccia per chi attende lo Sposo, ma il compimento della comunione con Lui, nella pienezza della vita promessa. Anche il nostro corpo e il mondo creato sono custoditi in questa attesa.

La creazione stessa, secondo il linguaggio del Vangelo, partecipa a questa venuta del Signore, come già fu coinvolta nella sua passione, quando il cielo si oscurò e la terra tremò. Il cristiano non guarda dunque la storia come un luogo abbandonato da Dio, ma come il tempo nel quale la sua promessa cammina verso il compimento. Tutto ciò che passa non ha la solidità della parola di Gesù; essa rimane il vero sostegno sotto cui l'uomo può stare. Per questo la Chiesa pellegrina vive ancora dentro la figura fugace di questo mondo, ma con il volto rivolto ai cieli nuovi e alla terra nuova. Vegliare significa attendere con amore, non con curiosità ansiosa. Non elimina le fatiche del presente, ma impedisce che esse diventino padrone del cuore. Sant'Agostino domandava come la sposa possa temere il suo sposo: questa domanda purifica anche noi, perché la speranza cristiana nasce dall'amore di Cristo che viene a liberare e a portare a compimento ogni promessa del Padre.


Le immagini del Vangelo possono impressionare: popoli nell'angoscia, paura davanti a ciò che accade sulla terra, potenze scosse. Gesù però non consegna ai suoi discepoli un messaggio di panico. Proprio mentre descrive eventi drammatici, dice di risollevarsi e alzare il capo, perché la liberazione è vicina. Il centro della parola non è la paura della fine, ma la speranza cristiana della venuta del Figlio dell'uomo. La Parusia non è una minaccia per chi attende lo Sposo, ma il compimento della comunione con Lui, nella pienezza della vita promessa. Anche il nostro corpo e il mondo creato sono custoditi in questa attesa.

La creazione stessa, secondo il linguaggio del Vangelo, partecipa a questa venuta del Signore, come già fu coinvolta nella sua passione, quando il cielo si oscurò e la terra tremò. Il cristiano non guarda dunque la storia come un luogo abbandonato da Dio, ma come il tempo nel quale la sua promessa cammina verso il compimento. Tutto ciò che passa non ha la solidità della parola di Gesù; essa rimane il vero sostegno sotto cui l'uomo può stare. Per questo la Chiesa pellegrina vive ancora dentro la figura fugace di questo mondo, ma con il volto rivolto ai cieli nuovi e alla terra nuova. Vegliare significa attendere con amore, non con curiosità ansiosa. Non elimina le fatiche del presente, ma impedisce che esse diventino padrone del cuore. Sant'Agostino domandava come la sposa possa temere il suo sposo: questa domanda purifica anche noi, perché la speranza cristiana nasce dall'amore di Cristo che viene a liberare e a portare a compimento ogni promessa del Padre.


  • «Aspetta, aspetta, che non sai quando verrà il giorno né l'ora. Veglia con attenzione, che tutto passa velocemente» (Santa Teresa di Gesù)

  • «Gli elementi cosmici passano, mentre la Parola di Gesù è il vero “firmamento” sotto il quale l'uomo può restare» (Benedetto XVI)

  • «(…) Fino al momento in cui tutto sarà a lui sottomesso (cf. 1Cor 15,28), ‘fino a che non vi saranno i nuovi cieli e la terra nuova', nei quali la giustizia ha la sua dimora, la Chiesa pellegrinante nei suoi sacramenti e nelle sue istituzioni, che appartengono alla età presente, porta la figura fugace di questo mondo (…)» (Catechismo della Chiesa Cattolica, nº 671)

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Preghiera411
8 hours fa
💬 Altro
Gesù, concedi perseveranza a coloro che attendono i risultati degli esami, il trattamento o una guarigione a lungo desiderata.
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Preghiera300
1 day fa
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Gesù, ispiraci a usare i nostri talenti per il bene comune e la gloria di Dio.
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Preghiera696
2 days fa
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Gesù, concedi perseveranza a coloro che attendono i risultati degli esami, il trattamento o una guarigione a lungo desiderata.
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Preghiera105
3 days fa
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Gesù, aiuta le società a difendere i nascituri, a prendersi cura degli anziani e ad onorare la sacralità di ogni vita umana.
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Preghiera724
4 days fa
💬 Altro
Padre, tienici fedeli nei piccoli compiti e fiduciosi nelle responsabilità che ci sono affidate.

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