Letture cattoliche del 17 novembre 2026: Vangelo e meditazione
Le letture della Messa del 17 novembre 2026 raccolgono Scrittura, Vangelo e meditazione in un percorso di ascolto. Leggi con calma e lascia che il Vangelo orienti le scelte e la preghiera.
Celebrazione liturgica: Martedì, XXXIII settimana del Tempo Ordinario
Riferimento del Vangelo: 19,1-10
Colore liturgico: Verde
Questo spazio aiuta a seguire le letture bibliche cattoliche, approfondire la liturgia e vivere il Vangelo nel quotidiano.
«Il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvareciò che era perduto»
Vangelo
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia.
Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
Prima lettura
Io Giovanni, udii il Signore che mi diceva: «All’angelo della Chiesa che è a Sardi scrivi: “Così parla Colui che possiede i sette spiriti di Dio e le sette stelle. Conosco le tue opere; ti si crede vivo, e sei morto. Sii vigilante, rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire, perché non ho trovato perfette le tue opere davanti al mio Dio. Ricorda dunque come hai ricevuto e ascoltato la Parola, custodiscila e convèrtiti perché, se non sarai vigilante, verrò come un ladro, senza che tu sappia a che ora io verrò da te. Tuttavia a Sardi vi sono alcuni che non hanno macchiato le loro vesti; essi cammineranno con me in vesti bianche, perché ne sono degni. Il vincitore sarà vestito di bianche vesti; non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese”.
All’angelo della Chiesa che è a Laodicèa scrivi: “Così parla l’Amen, il Testimone degno di fede e veritiero, il Principio della creazione di Dio. Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, e abiti bianchi per vestirti e perché non appaia la tua vergognosa nudità, e collirio per ungerti gli occhi e recuperare la vista. Io, tutti quelli che amo, li rimprovero e li educo. Sii dunque zelante e convèrtiti. Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono, come anche io ho vinto e siedo con il Padre mio sul suo trono. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese”».
📜 Salmo responsoriale
R/. Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono.
Colui che cammina senza colpa, pratica la giustizia e dice la verità che ha nel cuore, non sparge calunnie con la sua lingua.
Non fa danno al suo prossimo e non lancia insulti al suo vicino. Ai suoi occhi è spregevole il malvagio, ma onora chi teme il Signore.
Non presta il suo denaro a usura e non accetta doni contro l’innocente. Colui che agisce in questo modo resterà saldo per sempre.
Alleluia, alleluia. Dio ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. Alleluia.
Riflessione
Zaccheo non entra nel Vangelo come un uomo già pronto, ma come uno che porta dentro una mancanza. Ha ricchezze, posizione, autorità; eppure desidera vedere Gesù. Questo desiderio, piccolo e forse confuso, basta perché egli esca dalla folla e salga su un sicomoro, accettando anche di apparire ridicolo. Il Signore lo vede proprio lì, nella sua povertà nascosta, e lo chiama per nome: oggi deve fermarsi nella sua casa.
La parola di Gesù non umilia Zaccheo, ma lo affretta verso la gioia. Egli scende subito e accoglie il Maestro, mentre attorno si mormora perché Gesù entra da un peccatore. Ma è precisamente lì che la salvezza mostra il suo volto: non come premio per chi si ritiene giusto, ma come visita misericordiosa a chi lascia aperta la porta. Quando Cristo entra davvero, la conversione non resta un sentimento; diventa restituzione, giustizia, condivisione dei beni, riparazione del male compiuto. La gioia dell’incontro diventa così una decisione concreta, capace di toccare il denaro, le relazioni e la memoria delle ingiustizie.
Anche noi possiamo avere molte occasioni di incontrare il Signore e rimandare sempre il passo decisivo. Il Vangelo chiede il coraggio di scendere dalle nostre difese e di lasciarci guardare. Non basta desiderare da lontano l’azione di Dio: occorre accoglierlo nella casa concreta della vita, dove ci sono ambizioni, abitudini, ferite e peccati. Il pentimento sincero è caro a Dio perché gli permette di ricostruire ciò che sembrava perduto. Allora anche per noi può risuonare la promessa: il Figlio dell’uomo viene a cercare e salvare ciò che era perduto.
Zaccheo non entra nel Vangelo come un uomo già pronto, ma come uno che porta dentro una mancanza. Ha ricchezze, posizione, autorità; eppure desidera vedere Gesù. Questo desiderio, piccolo e forse confuso, basta perché egli esca dalla folla e salga su un sicomoro, accettando anche di apparire ridicolo. Il Signore lo vede proprio lì, nella sua povertà nascosta, e lo chiama per nome: oggi deve fermarsi nella sua casa.
La parola di Gesù non umilia Zaccheo, ma lo affretta verso la gioia. Egli scende subito e accoglie il Maestro, mentre attorno si mormora perché Gesù entra da un peccatore. Ma è precisamente lì che la salvezza mostra il suo volto: non come premio per chi si ritiene giusto, ma come visita misericordiosa a chi lascia aperta la porta. Quando Cristo entra davvero, la conversione non resta un sentimento; diventa restituzione, giustizia, condivisione dei beni, riparazione del male compiuto. La gioia dell’incontro diventa così una decisione concreta, capace di toccare il denaro, le relazioni e la memoria delle ingiustizie.
Anche noi possiamo avere molte occasioni di incontrare il Signore e rimandare sempre il passo decisivo. Il Vangelo chiede il coraggio di scendere dalle nostre difese e di lasciarci guardare. Non basta desiderare da lontano l’azione di Dio: occorre accoglierlo nella casa concreta della vita, dove ci sono ambizioni, abitudini, ferite e peccati. Il pentimento sincero è caro a Dio perché gli permette di ricostruire ciò che sembrava perduto. Allora anche per noi può risuonare la promessa: il Figlio dell’uomo viene a cercare e salvare ciò che era perduto.
«Ciò che viene compiuto in una disposizione d'animo triste e forzata non merita gratitudine e quindi non ha alcuna nobiltà. Quindi, quando operiamo il bene, dobbiamo farlo, non con tristezza, ma con gioia» (San Gregorio Nazianzeno)
«“La Vita eterna” cerca di dare un nome a questa “nota realtà sconosciuta”. Sarebbe il momento di immergersi nell'oceano dell'Amore infinito. Possiamo solo cercare di pensare a questo momento come alla vita nel suo senso più pieno. Dobbiamo pensare in questo modo se vogliamo capire l'obiettivo della speranza cristiana» (Benedetto XVI)
«La comunione ci separa dal peccato. Il Corpo di Cristo che riceviamo nella comunione è ‘ donato per noi ’, e il Sangue che beviamo è ’ versato per molti in espiazione dei peccati '. Per questo l'Eucaristia ci unisce a Cristo ed allo stesso tempo ci purifica dai peccati commessi per preservarci da quelli futuri» (Catechismo della Chiesa Cattolica, nº 1.393)
Preghiere quotidiane
Incontri di preghiera e devozioni quotidiane