Vangelo di Oggi Lunedi, 2/11/2026
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Letture cattoliche del 21 novembre 2026: Vangelo e meditazione

Le letture della Messa del 21 novembre 2026 raccolgono Scrittura, Vangelo e meditazione in un percorso di ascolto. Leggi con calma e lascia che il Vangelo orienti le scelte e la preghiera.

Celebrazione liturgica: Sabato, XXXIII settimana del Tempo Ordinario

Riferimento del Vangelo: 20,27-40

Colore liturgico: Verde

Questo spazio aiuta a seguire le letture bibliche cattoliche, approfondire la liturgia e vivere il Vangelo nel quotidiano.

Sabato Ordinary Time
21
Novembre 2026
Colore liturgico verde
Sabato, XXXIII settimana del Tempo Ordinario
Feria
❝ Alleluia, alleluia. Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo. Alleluia.
Prima lettura Vangelo Alleluia
🟢 Paramenti verdi
100%
Versetto del Vangelo di oggi
«Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui»

Vangelo

Lc 20,27-40

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: «Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello». C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».

Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: «Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe». Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.

Prima lettura

Ap 11,4-12

A me Giovanni, fu detto: «[Ecco i miei due testimoni]». Questi sono i due olivi e i due candelabri che stanno davanti al Signore della terra. Se qualcuno pensasse di fare loro del male, uscirà dalla loro bocca un fuoco che divorerà i loro nemici. Così deve perire chiunque pensi di fare loro del male. Essi hanno il potere di chiudere il cielo, perché non cada pioggia nei giorni del loro ministero profetico. Essi hanno anche potere di cambiare l’acqua in sangue e di colpire la terra con ogni sorta di flagelli, tutte le volte che lo vorranno. E quando avranno compiuto la loro testimonianza, la bestia che sale dall’abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà.

I loro cadaveri rimarranno esposti sulla piazza della grande città, che simbolicamente si chiama Sòdoma ed Egitto, dove anche il loro Signore fu crocifisso. Uomini di ogni popolo, tribù, lingua e nazione vedono i loro cadaveri per tre giorni e mezzo e non permettono che i loro cadaveri vengano deposti in un sepolcro. Gli abitanti della terra fanno festa su di loro, si rallegrano e si scambiano doni, perché questi due profeti erano il tormento degli abitanti della terra.

Ma dopo tre giorni e mezzo un soffio di vita che veniva da Dio entrò in essi e si alzarono in piedi, con grande terrore di quelli che stavano a guardarli. Allora udirono un grido possente dal cielo che diceva loro: «Salite quassù» e salirono al cielo in una nube, mentre i loro nemici li guardavano.

📜 Salmo responsoriale

R/. Benedetto il Signore, mia roccia.

Benedetto il Signore, mia roccia, che addestra le mie mani alla guerra, le mie dita alla battaglia.

Mio alleato e mia fortezza, mio rifugio e mio liberatore, mio scudo in cui confido, colui che sottomette i popoli al mio giogo.

O Dio, ti canterò un canto nuovo, inneggerò a te con l’arpa a dieci corde, a te, che dai vittoria ai re, che scampi Davide, tuo servo, dalla spada iniqua.

2Tm 1,10

Alleluia, alleluia. Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo. Alleluia.

Riflessione

I sadducei interrogano Gesù sulla risurrezione partendo da criteri terreni, come se la vita futura fosse soltanto una prosecuzione complicata delle nostre condizioni presenti. Il Signore corregge la domanda prima ancora di rispondere: nel mondo della risurrezione tutto sarà trasformato. Non si tratta di cancellare l’amore umano, ma di portarlo alla sua pienezza, senza possesso, esclusivismo, gelosia o limite. Le domande inutili nascono spesso da premesse sbagliate; Gesù invece apre lo sguardo alla novità di Dio.

Qui sulla terra amiamo dentro confini concreti: famiglia, amicizie, legami, appartenenze. Sono doni reali, ma portano anche il segno della nostra fragilità. Nel cielo, invece, l’amore sarà puro e universale, senza diffidenze e senza discriminazioni di lingua, popolo o cultura. Per questo la speranza della risurrezione non impoverisce gli affetti; li apre al compimento che solo Dio può dare. Se Dio è il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, allora non custodisce nomi morti, ma persone vive davanti a lui.

Abbiamo bisogno di ascoltare questa parola, perché molte voci intorno a noi riducono l’orizzonte alla vita presente e rendono incerto il cuore. Gesù non offre una teoria consolatoria, ma rivela la fedeltà del Padre e fonda la nostra speranza sulla sua stessa risurrezione. Già ora, nella preghiera, nei sacramenti e nella fraternità, possiamo assaporare qualcosa della vita risorta. Il corpo passerà attraverso la morte, ma Dio non abbandona ciò che ama: tutti vivono per lui. Questa certezza sostiene la fede quando la cultura circostante sembra negare l’eternità e chiudere il cielo promesso.


I sadducei interrogano Gesù sulla risurrezione partendo da criteri terreni, come se la vita futura fosse soltanto una prosecuzione complicata delle nostre condizioni presenti. Il Signore corregge la domanda prima ancora di rispondere: nel mondo della risurrezione tutto sarà trasformato. Non si tratta di cancellare l’amore umano, ma di portarlo alla sua pienezza, senza possesso, esclusivismo, gelosia o limite. Le domande inutili nascono spesso da premesse sbagliate; Gesù invece apre lo sguardo alla novità di Dio.

Qui sulla terra amiamo dentro confini concreti: famiglia, amicizie, legami, appartenenze. Sono doni reali, ma portano anche il segno della nostra fragilità. Nel cielo, invece, l’amore sarà puro e universale, senza diffidenze e senza discriminazioni di lingua, popolo o cultura. Per questo la speranza della risurrezione non impoverisce gli affetti; li apre al compimento che solo Dio può dare. Se Dio è il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, allora non custodisce nomi morti, ma persone vive davanti a lui.

Abbiamo bisogno di ascoltare questa parola, perché molte voci intorno a noi riducono l’orizzonte alla vita presente e rendono incerto il cuore. Gesù non offre una teoria consolatoria, ma rivela la fedeltà del Padre e fonda la nostra speranza sulla sua stessa risurrezione. Già ora, nella preghiera, nei sacramenti e nella fraternità, possiamo assaporare qualcosa della vita risorta. Il corpo passerà attraverso la morte, ma Dio non abbandona ciò che ama: tutti vivono per lui. Questa certezza sostiene la fede quando la cultura circostante sembra negare l’eternità e chiudere il cielo promesso.


  • «Se risorgo in un corpo aereo, non sarò più io a risorgere: come potrebbe esserci una vera risurrezione, se la mia carne non fosse una vera carne?» (San Gregorio Magno)

  • «Già su questa terra, nella preghiera, nei Sacramenti, nella fraternità, troviamo Gesù e il suo amore, e così possiamo avere un assaggio della vita risorta» (Francesco)

  • «Che cosa significa “risuscitare”? (…). Dio nella sua onnipotenza restituirà definitivamente la vita incorruttibile ai nostri corpi riunendoli alle nostre anime, in forza della risurrezione di Gesù» (Catechismo della Chiesa Cattolica, nº 997)

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Preghiera411
8 hours fa
💬 Altro
Gesù, concedi perseveranza a coloro che attendono i risultati degli esami, il trattamento o una guarigione a lungo desiderata.
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Preghiera300
1 day fa
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Gesù, ispiraci a usare i nostri talenti per il bene comune e la gloria di Dio.
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Preghiera696
2 days fa
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Gesù, concedi perseveranza a coloro che attendono i risultati degli esami, il trattamento o una guarigione a lungo desiderata.
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Preghiera105
3 days fa
💬 Altro
Gesù, aiuta le società a difendere i nascituri, a prendersi cura degli anziani e ad onorare la sacralità di ogni vita umana.
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Preghiera724
4 days fa
💬 Altro
Padre, tienici fedeli nei piccoli compiti e fiduciosi nelle responsabilità che ci sono affidate.

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